LJUBO ČUPIĆ: una foto ritrovata

 

 

Sappiamo che questa foto che abbiamo recuperato non è inedita (era già presente a pagina 73 di Report on italian crimes against Yugoslavia and its people), ma vale sicuramente la pena conoscerne la storia. Siamo nella primavera del 1942 nel Montenegro protettorato italiano sotto occupazione miltare, solo pochi mesi dopo l’invasione dell’aprile 1941 e la proclamazione nel luglio sucessivo del “libero e indipendente” Regno del Montenegro che fece invece scatenare una vasta insurrezione popolare.In conseguenza di ciò venne nominato Governatore civile e militare  il Generale Alessandro Pirzio Biroli che attuò da quel momento una feroce repressione che comprendeva rastrellamenti su larga scala, bombardamenti e distruzione di interi villaggi, fucilazioni di massa non solo di partigiani ma anche di civili, donne e bambini compresi. In questa ottica fu particolarmente importante l’alleanza con i nazionalisti monarchici cetnici, ma per tutti questi crimini alla fine della guerra così come per tutti gli altri casi nei territori occupati lo Stato italiano non autorizzò mai l’estradizione dei colpevoli.

Tutto questo fece crescere la reazione partigiana e grosso ruolo ebbe nell’organizzazione delle formazioni il Partito Comunista. Come altri giovani anche il protagonista della nostra storia si unisce ai partigiani diventando in poco tempo comandante di un battaglione. Ljubo Čupić era nato nel 1913 da una famiglia montenegrina emigrata in Nord America e all’età di 14 anni torna con i genitori in Montenegro . Terminati gli studi superiori si trasferisce a Belgrado dove studia legge e diventa membro del Partito Comunista Jugoslavo. Nel 1941, dopo la capitolazione del paese, torna in Montenegro per unirsi ai partigiani ma nell’aprile del 1942 viene catturato durante una battaglia dai cetnici e imprigionato. In carcere fu torturato, ma insieme ai suoi compagni riesce a resistere, sfidando apertamente e mettendo in ridicolo i cetnici nazionalisti come servi degli invasori e impedisce alla sua famiglia di muovere alcuna richiesta di grazia nei suoi confronti. Condannato a morte da un tribunale fantoccio assieme ad altri combattenti e comunisti, viene fucilato a Trebjšje, nei dintorni di Nikšić. Il motivo che ha reso famoso il suo nome è la foto scattata dopo la condanna a morte, in un atteggiamento di aperto contrasto e derisione verso gli organizzatori del processo farsa, un sorriso di sfida alla morte che ha reso celebre quell’immagine.

Le ultime parole gridate contro i suoi carnefici ed alla popolazione costretta ad assistere alle esecuzioni di comunisti e patrioti, “Živjela slavna komunistićka partija!”, “Lunga vita al glorioso partito comunista!”, sembrano risaltare dalla foto che abbiamo pubblicato, dove si vedono in grande numero alpini e soldati italiani.

 

Un ulteriore motivo di interesse  per questa storia potrebbe venire, se confermato, da un articolo del giornale  Vesti del 23 maggio 2010, dove viene pubblicata la foto numero 3 di questa serie di “Ricordo Comunista Fucilato 9.5.1942 XX Niksic M.Negro” e dove veniamo a conoscenza dell’autore di quegli scatti: Carlo Ravnich.

http://www.vesti-online.com/Stampano-izdanje/23-05-2010/Od-nasih-dopisnika/54926/Nasmejao-se-streljackom-vodu

 

All’epoca di questi scatti forse era ancora un soldato semplice con la passione per la fotografia, ma all’8 settembre 1943 Carlo Ravnich comandava il Gruppo artiglieria alpina “Aosta” che partecipò alla spontanea rivolta contro i nazisti. Successivamente comandò la Brigata partigiana Aosta e alla fine lo Stato Maggiore del nuovo Esercito Italiano lo nominò, con il grado di maggiore, a guidare l’intera Divisione italiana partigiana Garibaldi dal 2 luglio 1944 fino al rientro in Italia avvenuto l’8 marzo 1945.

In questa intervista del 1980 Carlo Ravnich racconta la sua esperienza in Jugoslavia, mentre in questo articolo da Storia Illustrata n.284 del luglio 1981 con rivelazioni sulla “corsa per Trieste” ci sono numerosi scatti dello stesso autore, più una breve biografia.

Ljubo Čupić è stato nominato  eroe nazionale Jugoslavo  il 10 Luglio 1953 .

 

 

 

un articolo  di viaggiareibalcani.it:

http://www.viaggiareibalcani.it/articoli/144/sentieri-partigiani-in-montenegro-prima-parte.html

http://www.viaggiareibalcani.it/articoli/752/sentieri-partigiani-in-montenegro-seconda-parte.html

 

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In rete si trovano immagini che mostrano la sua popolarità.

 

 

 

 

In Montenegro oggi la sua immagine viene utilizzata per promuovere il paese o per campagne politiche…

 

 

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