OMAGGIO A SERGIO ENDRIGO

 

Contro le strumentalizzazioni neo-irredentiste, il nostro omaggio a Sergio Endrigo: grande artista polesano, internazionalista, amico della pace e della fratellanza fra i popoli, ed in particolare amico dei popoli della Jugoslavia.

 

e ancora:

SERGIO ENDRIGO – VIŠE TE VOLIM (1970)

SERGIO ENDRIGO – KUD PLOVI OVAJ BROD (presentata al Festival di Split/Spalato nel 1970 – anche qui)

Ascolta il concerto di Sergio Endrigo alla TV di Sarajevo nel 1985

2012 – Al grande cantautore, che improntò le sue tematiche al più genuino internazionalismo e antifascismo, non poteva essere tributato omaggio migliore di quello che gli è venuto dagli artisti dell’Istria e del Quarnero, descritto nell’articolo che potete leggere a questo link: 
Ricchezza di approcci per il polese Endrigo – di Patrizia Venucci Merdžo, da La Voce del Popolo del 28 dicembre 2012

 

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One Response to OMAGGIO A SERGIO ENDRIGO

  1. admin says:

    Da: Coord. Naz. per la Jugoslavia – jugocoord(a)tiscali.it
    Oggetto: [JUGOINFO] Sette anni fa moriva Sergio Endrigo
    Data: 07 settembre 2012 21.57.14 GMT+02.00
    A: jugoinfo@yahoogroups.com, crj-mailinglist@yahoogroups.com

    Nell’anniversario della morte del grande Sergio Endrigo, il cantautore nato a Pola nel 1933, vogliamo ricordarlo con le sue canzoni più “jugoslave”.

    La famiglia di Endrigo aveva optato per l’emigrazione in Italia nel 1947, in base a quanto previsto dal Trattato di Pace (1). Da poeta quale poi divenne, Endrigo seppe tramutare le memorie lontane della sua infanzia nella nostalgia struggente della canzone “1947”, dedicata alla sua città natale; ma da amico della pace e della fratellanza fra i popoli (2), e particolarmente amico dei popoli della Jugoslavia, egli continuò a frequentare quelle terre, anche quando era all’apice della sua carriera, partecipando tra l’altro al festival della Canzone di Spalato, e con innumerevoli apparizioni televisive e radiofoniche sui canali jugoslavi.

    Fu amico personale di Arsen Dedić, grande cantante dell’altra sponda adriatica, e con Ivan Pavičevac (3) imparò a pronunciare correttamente i testi in lingua serbocroata delle canzoni che presentava al pubblico jugoslavo.

    Da vivo, Endrigo non si definiva “esule”. E non si sarebbe mai prestato a quelle strumentalizzazioni di grande squallore sulla sua vicenda personale, iniziate solo di recente da settori revanscisti-irredentisti istriano-dalmati. Le speculazioni su “Endrigo esule” sono possibili solo post-mortem poiché in vita Endrigo fu piuttosto un internazionalista, un antifascista, tra l’altro militante del Partito Comunista Italiano (4), e di sicuro non le avrebbe mai gradite, tantomeno alimentate! Esse sono solamente il segno del cinismo dei tempi in cui viviamo: per un ventennio prima della sua morte, Endrigo era stato quasi dimenticato e pressoché espulso dai palcoscenici “che contano”; dopo la sua morte, qualcuno se ne approfitta perché lui, Endrigo, non può più parlare.

    Ma al suo posto parlano le sue canzoni, che vi proponiamo di seguito.

    (a cura di I. Slavo per JUGOINFO)

    (1) TRATTATO DI PACE CON L’ITALIA (10 FEBBRAIO 1947):
    http://www.diecifebbraio.info/2012/01/trattato-di-pace-con-litalia-10-febbraio-1947-3/
    Il testo originale in inglese completo anche degli allegati dal VI al XVII si può scaricare qui:
    http://www.diecifebbraio.info/wp-content/uploads/2012/01/Treaty-of-Peace-with-Italy.pdf
    (2) Fu legato a Cuba – tanto da creare una canzone sui versi della “Rosa bianca” di José Martì – e più in generale all’America Latina.
    (3) Pavičevac è attualmente presidente del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia – onlus.
    (4) Sul tema si veda ad esempio:
    Il ricordo di Aldo Garzia su Liberazione del 9 settembre 2005
    http://www.esserecomunisti.it/?p=3620
    Il ricordo di Leoncarlo Settimelli su l’Unità dell’8 settembre 2005

    Arsen Dedić i Sergio Endrigo – Spletka pjesama
    http://www.youtube.com/watch?v=2Y0D1cLR7tM

    Sergio Endrigo – Više te volim (1970)
    http://www.youtube.com/watch?v=NxpiaIaiIp0

    Sergio Endrigo – Kud plovi ovaj brod (1970)
    http://www.youtube.com/watch?v=0s3sSj-Kw7M

    Kemal Monteno i Arsen Dedić – Kud Plovi Ovaj Brod
    (il ricordo commosso di Sergio Endrigo da parte dei grandi cantanti jugoslavi Kemal Monteno e Arsen Dedić)
    http://www.youtube.com/watch?v=6tLqF9hZ4XM

    AUDIO: Il concerto di Sergio Endrigo alla TV di Sarajevo nel 1985
    http://www.diecifebbraio.info/wp-content/uploads/2012/01/Koncert%20SERGIA%20ENDRIGA%20na%20TV%20Sarajevo%201985.mp3

    … e ancora:

    Sergio Endrigo – La ballata dell’ex
    [sul tradimento della Resistenza antifascista]
    http://www.youtube.com/watch?v=wF6fkLTVubw

    Sergio Endrigo e Max Manfredi – Il tango rosso
    [sullo scioglimento del PCI]
    http://www.bravonline.it/tango-rosso-sergio-endrigo-max-manfredi/

    La pagina dedicata sul sito Diecifebbraio.info:
    http://www.diecifebbraio.info/2012/01/omaggio-a-sergio-endrigo/

    Il sito ufficiale del cantante, creato poco prima della sua morte:
    http://www.sergioendrigo.it/

    Sergio Endrigo – 1947.
    http://www.youtube.com/watch?v=d1kYu2w8iko

    Da quella volta
    non l’ho rivista più,
    cosa sarà
    della mia città.

    Ho visto il mondo
    e mi domando se
    sarei lo stesso
    se fossi ancora là.

    Non so perché
    stasera penso a te,
    strada fiorita
    della gioventù.

    Come vorrei
    essere un albero, che sa
    dove nasce
    e dove morirà.

    È troppo tardi
    per ritornare ormai,
    nessuno più
    mi riconoscerà.

    La sera è un sogno
    che non si avvera mai,
    essere un altro
    e, invece, sono io.

    Da quella volta
    non ti ho trovato più,
    strada fiorita
    della gioventù.

    Come vorrei
    essere un albero, che sa
    dove nasce
    e dove morirà.

    Come vorrei
    essere un albero, che sa
    dove nasce
    e dove morirà!

    Sergio Endrigo – Ljubica (1971)
    http://www.youtube.com/watch?v=EimxnUbXwxg

    Je m’ promenais par les Balkans,
    De Sarajevo a’ Dieu sais ou’,
    Au milieu d’ brumeux palais
    Pleins de memoires.
    Les boulevards deja’ jaunis,
    L’hiver se glisse dans mon coeur
    Et soudain, sans y songer,
    J’ai rencontre’ la joie.

    Oh, ljepa Ljubica, Ljubica,
    Avec tes dix-sept ans
    Sur la bouche et tes cheveux,
    Odeur de mer et du printemps.
    Ljubica, Ljubica,
    Ton beau rire dans ta gorge
    Est comme un fleuve qui vient a’ moi.

    Tu dessines mon visage,
    Me touchant du bout du doigt,
    Tu dis q’ ton coeur
    E trop petit pour moi,
    Dans la chambre liberty,
    Les rideaux deja’ tires,
    Ton parfum sur l’oreiller,
    Tu peux me croire, j’etais content.

    Oh, moja Ljubica, Ljubica,
    J’oublie tout mon passe’,
    Le present, ca m’ fait du mal,
    Si je pense au lendemain.
    Ljubica, Ljubica,
    Tu me donnes a’ pleines mains
    L’illusion d’avoir vingt ans…

    C’etait pareil a’ la chanson
    Que tue les reves au petit jour,
    Le soleil fait un p’tit tour
    Et fit le soir,
    Le train noir qui te prendra
    Dernier sourire dans la fumee,
    Nous crions: ”on se verra”,
    Mais nul n’y croit, ni toi, ni moi.

    Souviens toi, Ljubica, Ljubica
    Et moi j’essais de rire,
    Puis je perds au premier bar
    L’illusion d’avoir vingt ans…

    Oh, moja Ljubica, Ljubica,
    Sur ta bouche et dans ton corps
    Odeur de mer et du printemps.

    Sergio Endrigo – Trieste
    http://www.youtube.com/watch?v=YDo2EdPQ0Jw

    In tutti i miei pensieri
    di sempre o nati ieri,
    insiste.
    Uno che ha voglia di cantare,
    come un valzer che ti fa girare
    la testa.
    Come una musica ostinata,
    sentita e mai scordata,
    Trieste.
    Un vento all’improvviso,
    che ti bacia forte il viso,
    Trieste.
    Mare e cielo senza fondo,
    ombelico del mio mondo,
    Trieste.
    Una nave impavesata
    di bianco col celeste,
    Trieste.
    Una rosa in un bicchiere,
    due gerani al davanzale,
    Trieste floreale.
    Canzoni antiche da osteria,
    di vino, donne e nostalgia,
    Trieste mia .
    Foto di gruppo a Miramare
    in divisa da marina,
    Trieste in cartolina
    e i tuoi vecchi in riva al mare,
    una sirena per sognare,
    Trieste.
    Trieste valzerina,
    allegra e boreale,
    Trieste imperiale,
    favorita del sultano
    e dell’imperatore,
    Trieste, l’amore.

    Come una donna non trovata,
    perduta e poi cercata,
    Trieste ritrovata,
    tricolore a primavera,
    bandiera di frontiera,
    Trieste bersagliera.
    Speranza rifiorita
    e subito tradita,
    Trieste ferita.
    Romana e repubblicana,
    vendi cara la sottana,
    se devi essere italiana.

    Allegra e valzerina,
    Trieste imperiale,
    favorita del sultano
    e dell’imperatore,
    Trieste, l’amore.

    Speranza rifiorita
    e subito tradita,
    Trieste ferita.