Como 1/2/2014: LAGER ITALIANI

Kersevan-2014

sabato 1 febbraio – ore 15.30 – Alessandra Kersevan terrà la conferenza dal titolo LAGER ITALIANI. PULIZIA ETNICA E CAMPI DI CONCENTRAMENTO FASCISTI PER CIVILI JUGOSLAVI 1941-1943 a Como presso la Sala della Circoscrizione 1 (quartiere di Albate) in via S.Antonino 4.

Evento organizzato dalla sezione Anpi di Como “Perugino Perugini” con la partecipazione dell’Istituto di storia contemporanea “Perretta” di Como.

AGGIORNAMENTO 31/1/2014

COMUNICATO STAMPA

L’incontro con Alessandra Kersevan trasferito al Salone Bertolio in via Lissi dopo che il sindaco Mario Lucini ha negato l’uso della Circoscrizione n. 1 a seguito delle pretestuose proteste dell’organizzazione di estrema destra Militia

L’incontro con la storica Alessandra Kersevan, organizzato dalla sezione di Como dell’ANPI e dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” per domani sabato 1° febbraio alle ore 15.30 è stato spostato al salone Bertolio in via Lissi 6 (sopra la Cooperativa) dopo che nella tarda mattinata di oggi, venerdì 31 gennaio, il sindaco di Como, Mario Lucini, ha ritirato il permesso all’uso della sala della Circoscrizione, già concessa nei giorni precedenti, in seguito all’intervento dell’organizzazione di estrema destra Militia che sulla sua pagina fb ha definito la Kersevan “nota per lo spiccato negazionismo che la contraddistingue sul dramma delle Foibe”.
Com’è evidente dal programma, l’incontro non era centrato sulle foibe, ma sulle responsabilità del fascismo italiano riguardo alla persecuzione delle popolazioni jugoslave nel periodo dell’occupazione nazifascista. I lavori di approfondimento storico di Alessandra Kersevan non hanno mai negato il fenomeno delle foibe, ma si sono rivolti a cercare di ricostruire le reali dimensioni e le ragioni di tali tragici fatti, spesso usati a puri fini propagandistici senza alcun rapporto con la loro reale drammaticità.
Senza ragione, il Comune di Como ha fatto propria un’accusa irriguardosa del serio lavoro di approfondimento che la studiosa e le organizzazioni promotrici svolgono su questi temi da molti anni, come hanno riconosciuto pubblicamente anche alcuni esponenti – quelli meno ideologicamente prevenuti – dei profughi giuliano-dalmati.
L’unica possibile spiegazione di questa grave decisione è una sorta di “parità di trattamento” tra le associazioni antifasciste e quelle filofasciste e filonaziste cui nei giorni scorsi non era stato concesso l’uso della circoscrizione di Camnago Volta per un incontro celebrativo di un esponente del nazismo!
Per rispetto alle drammatiche vicende che intorno al “confine orientale” ebbero luogo negli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale e la fine del fascismo, le organizzazioni promotrici dell’incontro hanno deciso di mantenere l’appuntamento, spostandolo al Salone Bertolio, e rivolgono l’invito di partecipazione a tutta la popolazione.

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – sezione di Como “Perugino Perugini”
Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como

vedi anche:

Il Sindaco Pd di Como si arrende alle richieste di Militia

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2 Responses to Como 1/2/2014: LAGER ITALIANI

  1. admin says:

    Como: il sindaco Pd obbedisce ai fascisti di Militia e sfratta l’Anpi
    Lunedì, 03 Febbraio 2014 09:00 Marco Santopadre

    http://www.contropiano.org/politica/item/21921-como-il-sindaco-pd-obbedisce-ai-fascisti-di-militia-e-sfratta-l-anpi

    Como: il sindaco Pd obbedisce ai fascisti di Militia e sfratta l’Anpi
    La notizia è di quelle gravi, gravissime. E la dice lunga sulla degenerazione di un partito che solo in campagna elettorale continua a predicare un antifascismo strumentale che poi nega ogni giorno.

    Sabato pomeriggio la locale sezione dell’Anpi di Como e l’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta” avevano organizzato un incontro pubblico con la storica Alessandra Kersevan all’interno della sala delle conferenze della Circoscrizione 1. Un incontro all’insegna di quel recupero della memoria storica che lo stato italiano afferma di promuovere e difendere addirittura attraverso l’istituzione di giornate ad hoc. L’incontro mirava a ricordare che “Tra il 1941 e l’8 settembre del 1943, il regime fascista e l’esercito italiano misero in atto un sistema di campi di concentramento in cui furono internati decine di migliaia di jugoslavi: donne, uomini, vecchi, bambini, rastrellati nei villaggi bruciati con i lanciafiamme. Lo scopo di Mussolini e del generale Roatta, l’ideatore di questo sistema concentrazionario, era quello di eliminare qualsiasi appoggio della popolazione alla Resistenza jugoslava e di eseguire una vera e propria pulizia etnica, sostituendo le popolazioni locali con italiani”.
    Ma ai fascisti di Militia l’iniziativa volta a ricordare le responsabilità del regime fascista italiano nelle persecuzioni dei popoli della Yugoslavia occupati ed aggrediti durante l’invasione italiana e tedesca non è piaciuta. Niente di nuovo, si dirà. Senonché il sindaco di Como Mario Lucini, espressione di una giunta di coalizione tra Partito Democratico, Sel (!) e alcune liste civiche ha deciso di obbedire al diktat di quelli di Militia – che accusano Kersevan di “spiccato negazionismo sul dramma delle foibe” – e quindi decide di sfrattare l’iniziativa negando il salone della circoscrizione.
    L’amministrazione di Como si è nascosta dietro una sorta di par condicio tra associazioni partigiane e antifasciste ed organizzazioni di estrema destra. Siccome nei giorni scorsi il salone della circoscrizione era stato negato ad una iniziativa di celebrazione di un esponente del regime nazista allora non lo si può concedere neanche alla “parte avversa”.
    Di qui il forzato trasloco della conferenza, che alla fine si è tenuta nel salone Bertolio con qualche elemento in più di consapevolezza sull’attualità dei valori dell’antifascismo.

    Sul loro sito quelli dell’Associazione Culturale Militia cantano vittoria.

  2. admin says:

    Militia chiama, il PD obbedisce: ecco dove porta lo sdoganamento revisionista sulle foibe

    febbraio 4th, 2014 http://www.militant-blog.org/?p=10296

    La storia del dito e della luna descrive ogni giorno di più gli umori politici di questo paese. Accigliati in profonde disquisizioni storiche, alcuni non riescono a vedere la foresta intorno a loro. In questo caso, l’utilizzo strumentale della storia e delle sue vicende più contraddittorie è uno degli strumenti per un intento politico più generale, quello cioè di giustificare o legittimare posizioni politiche. Nel caso specifico delle foibe, di legittimare le posizioni politiche di una destra nazionalista che fino a qualche anno fa veniva relegata ai margini del confronto pubblico, etichettata giustamente come fascista e razzista. Il cedimento culturale avvenuto sulla vicenda della foibe, come gli altri mille di questi anni (dal revisionismo resistenziale allo sdoganamento dei repubblichini, per rimanere a temi più prossimi e immediati), non è cioè disputa fra storici. Il dibattito non avviene cioè a livello accademico, ma a livello mediatico, e mira a influenzare l’opinione pubblica descrivendo sullo stesso piano e raccontando con la stessa ottica ogni esperienza politica in antitesi al modello liberale. I fatti avvenuti a Como in questi giorni confermano più che mai questa tendenza. Un sindaco del PD, in una giunta composta anche da Sel, revoca la concessione di una sala comunale all’ANPI e al locale Istituto di Storia Contemporanea. Il motivo è la presenza di Alessandra Kersevan, storica triestina da anni impegnata in lavori di ricerca sul fascismo di confine e le sue ripercussioni sulla società giuliano-dalmata. Perché Alessandra Kersevan da così tanto fastidio? Ovviamente perché fra i suoi lavori e nelle sue prese di parola pubbliche ha toccato l’argomento foibe, vero tabù per chiunque non si adegui alla retorica nazionalista. E toccando tale argomento, non si sarebbe allineata alle posizioni neoirredentiste di chi vorrebbe l’Istria terra – appunto – irredenta, italiana da sempre e vittima della pulizia etnica “slavocomunista” tra il ’43 e il ’47. Poco importa che il convegno parlasse d’altro, e in particolare dei campi di concentramento italiani nella Jugoslavia occupata, e più in generale della politica fascista di bonifica etnica operata nel ventennio in cui l’Istria era sotto dominio del Regno d’Italia. Alessandra Kersevan è un nome da cancellare, nella macabra lista di proscrizione operata dalle frange nazionaliste e appoggiata da tutte le forze democratiche.

    In tutta questa vicenda, il fatto che l’input al sindaco “democratico” sia venuto da Militia, in fondo, poco importa. E’ solo la “perla” incastonata in un ragionamento più ampio, e che conferma in maniera lampante la subalternità culturale di tutte le forze politiche parlamentari alla visione del mondo nazionalista. Una vera e propria egemonia culturale prodotta in questi anni e che è diventata luogo comune. Le giustificazioni del sindaco chiariscono meglio di ogni altra cosa la resa politica: siccome la settimana scorsa il comune aveva vietato la sala per la celebrazione di un esponente nazista, allora non può essere concessa per un’iniziativa di carattere antifascista. Difficile aggiungere altro: le iniziative si equivalgono, i torti e le ragioni si confondono nei meandri della storia, e tutta l’esperienza del Novecento va chiusa in vista di un secolo in cui non ci può essere spazio per ipotesi di cambiamento radicale del modello di sviluppo. E’ il sindaco del PD che lo dice, e sono forze come Sel che lo appoggiano. Chiarendo una volta di più come gli starnazzamenti sulla vicenda foibe ed esodo siano solo un pretesto, uno strumento che torna utile a un processo politico più complessivo.

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