LETTERA APERTA sulla Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste

Da: Dieci Febbraio <diecifeb(a)diecifebbraio.info>

Oggetto: Lettera Aperta sulla Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste

Data: 14 gennaio 2013 21.12.45 GMT+01.00

A: redakcija(a)primorski.eu, redazione(a)primorski.eu, trst(a)primorski.eu

Cc: trst(a)knjiznica.it, urednistvo(a)slomedia.it, skgz-ts(a)skgz.org, redazione-slovena(a)rai.it, sso(a)mladika.com, editors(a)primorske.si, segreteria.redazione(a)ilpiccolo.it, redazione(a)lavoceditrieste.info, urednistvo(a)delo.si, suzana.rankov(a)dnevnik.si, Porocila.Radio-Koper(a)rtvslo.si, Spela.Lenardic(a)rtvslo.si, stefano.lusa(a)rtvslo.si

 

Lettera Aperta

al Primorski Dnevnik
e p.c. agli altri media e giornalisti triestini e sloveni in Cc

Oggetto: Chiusura della Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste e messa in cassa integrazione del personale

Vogliamo esprimere il nostro più forte stupore e biasimo per la situazione che si è venuta a creare con la Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena. L’archivio è diventato accessibile per una sola mattina alla settimana ed i lavoratori sono stati messi in cassa integrazione. Come è possibile che non si trovino i pochi fondi necessari per garantire la fruibilità dei materiali ed il lavoro degli storici e archivisti qualificati, in una città in cui invece trovano posto e denari a palate un Museo della civiltà istriana fiumana e dalmata che presenta innumerevoli falsi storici, ed il centro studi Panzarasa, agiografico della Decima Mas?

La chiusura della Sezione storia è un colpo inferto in generale alla cultura della città di Trieste, ed in particolare alla possibilità di fare ricerca e divulgare la conoscenza storica sulle vicende dolorose ed importanti del confine orientale italiano. E’ perciò un colpo inferto anche al carattere multinazionale della città ed alla possibilità di un dialogo tra le componenti nazionali italiana e slovena, che sia fondato sulla conoscenza reciproca e presa d’atto delle vicende storiche reali, al di là delle propagande e delle “buone intenzioni” professate. E’ soprattutto sorprendente che un colpo simile venga inferto dagli stessi personaggi che si prodigano in iniziative ed incontri “pacificatori” con gli esponenti più in vista del nazionalismo e del neo-irredentismo italiano. Ci riferiamo ad esempio agli incontri recentemente avvenuti tra Livio Semolic, che della Biblioteca è vicepresidente (oltre ad essere presidente provinciale per Gorizia del SKGZ, segretario dell’attuale senatrice e candidata del PD per la Camera alle prossime elezioni politiche Tamara Blazina, eccetera), e Rodolfo Ziberna, esponente di spicco della Lega Nazionale e della ANVGD.

La Biblioteca si è sempre distinta per l’attivo contrasto alla falsificazione della storia ad uso e consumo del nazionalismo: forse è questo che dà fastidio? E’ noto ad esempio che tra i ricercatori ed archivisti licenziati figura Alessandro Volk, le cui ricerche storiche sui temi dell'”esilio” istriano-dalmata e delle “foibe” rivestono una estrema importanza in un contesto dove impera invece l’approssimazione storiografica ad uso e consumo delle propagande. Sarebbe un ben meschino obiettivo quello di “liberarsi” di uno storico di grande coraggio e prestigio, ed ingraziarsi così certi ambienti neo-irredentisti italiani, mentre si introduce anche in questa istituzione lo strumento ricattatorio della precarizzazione del lavoro. Questo sistema di precarizzazione nel comparto della conoscenza sta creando danni gravi in tutto il sistema culturale, bibliotecario ed accademico italiano, ma nel caso specifico andrebbe a colpire un punto nevralgico dell’identità storico-culturale slovena arrecando grave danno agli interessi storici della componente nazionale ed alla cittadinanza intera di Trieste. La questione peraltro non ha solo rilevanza cittadina o nazionale, ma internazionale. Scelte masochistiche di questo tipo gettano pesanti ombre sulla possibilità di costruzione di una Europa che sia veramente dei popoli che la abitano, e non solo la sede di conciliazione tra gli interessi, spesso inconfessabili, delle sue classi dirigenti. Per Trieste, per gli sloveni ma anche per gli italiani, per un futuro diverso di coesistenza pacifica tra i popoli, la Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste deve essere riaperta, i suoi addetti vanno confermati nei loro incarichi, e ad essa devono andare i fondi ed il sostegno necessario, a tutti i livelli, perché possa proseguire e rilanciare le attività cui è istituzionalmente deputata.

La Redazione del sito Diecifebbraio.info

 

Hanno sottoscritto anche:

Susanna Angeleri, Coordinamento Antifascista Antirazzista Toscano – Arezzo
Piero Bevilacqua, storico – Roma
Giovanni Caggiati, Comitato antifascista e per la memoria storica – Parma
Claudia Cernigoi, giornalista e ricercatrice storica – Trieste
Paolo Consolaro, saggista – Vicenza
Davide Conti, storico – Roma
Angelo D’Orsi, storico – Torino
Claudio Del Bello, edizioni Odradek – Roma
Alexander Hobel, storico – Roma
Alessandra Kersevan, casa editrice Kappa Vu – Udine
Andrea Martocchia, saggista – Bologna
Paolo Modesti, docente di informatica – Vicenza
Guido Panico, storico – Salerno
Vito Francesco Polcaro, presidente Comitato Provinciale dell’ANPI – Roma
Piero Purini, storico e musicista – Trieste
Vito Santoro, italianista e critico cinematografico – Trani
Claudio Venza, docente di storia contemporanea – Trieste
 


Da: Dieci Febbraio <diecifeb(a)diecifebbraio.info>

Oggetto: Con richiesta di pubblicazione

Data: 14 gennaio 2013 21.12.45 GMT+01.00

A: redakcija(a)primorski.eu, redazione(a)primorski.eu, trst(a)primorski.eu

Cc: trst(a)knjiznica.it, urednistvo(a)slomedia.it, skgz-ts(a)skgz.org, redazione-slovena(a)rai.it, editors(a)primorske.si, segreteria.redazione(a)ilpiccolo.it, urednistvo(a)delo.si, suzana.rankov(a)dnevnik.si, Porocila.Radio-Koper(a)rtvslo.si, Spela.Lenardic(a)rtvslo.si, stefano.lusa(a)rtvslo.si, redazione(a)lavoceditrieste.net

 

Al Primorski Dnevnik
e p.c. agli altri media e giornalisti triestini e sloveni in Cc
 
 

ANCORA SULLA CHIUSURA DELLA SEZIONE STORIA DELLA BIBLIOTECA SLOVENA

Dopo la nostra Lettera di protesta veniamo a conoscenza della decisione presa dal CdA della Biblioteca Slovena di *chiudere* inesorabilmente la Sezione Storia anche al pubblico… La ragione ufficiale è adesso la carenza dei requisiti di sicurezza dei locali: problemi reali, ma che non sono certo esclusiva della Sezione Storia (la stessa Biblioteca di Trieste, ad esempio, non ha problemi minori da quel punto di vista). Il risultato finale è però inequivocabile: la Sezione Storia è chiusa e non si sa quando verrà riaperta. Né il CdA – nella foga di chiudere ad ogni costo la Sezione Storia – si è minimamente preoccupato di prendere le misure necessarie per rendere disponibile a studiosi e ricercatori il prezioso materiale ivi custodito. Tutto questo non può che ulteriormente rafforzare il sospetto che quanto sta accadendo sia frutto di una precisa volontà di distruggere la Sezione Storia anche per assecondare le pretese degli ambienti del più retrivo nazionalismo italiano, in primis le organizzazioni che pretendono di rappresentare i profughi dall’Istria.
Ribadiamo perciò quanto avevamo già scritto: << Come è possibile che non si trovino i pochi fondi necessari per garantire la fruibilità dei materiali ed il lavoro degli storici e archivisti qualificati, in una città in cui invece trovano posto e denari a palate un Museo della civiltà istriana fiumana e dalmata che presenta innumerevoli falsi storici, ed il centro studi Panzarasa, agiografico della Decima Mas?
La chiusura della Sezione storia è un colpo inferto in generale alla cultura della città di Trieste, ed in particolare alla possibilità di fare ricerca e divulgare la conoscenza storica sulle vicende dolorose ed importanti del confine orientale italiano. E’ perciò un colpo inferto anche al carattere multinazionale della città ed alla possibilità di un dialogo tra le componenti nazionali italiana e slovena, che sia fondato sulla conoscenza reciproca e presa d’atto delle vicende storiche reali, al di là delle propagande e delle “buone intenzioni” professate. (…) Per Trieste, per gli sloveni ma anche per gli italiani, per un futuro diverso di coesistenza pacifica tra i popoli, la Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste deve essere riaperta, i suoi addetti vanno confermati nei loro incarichi, e ad essa devono andare i fondi ed il sostegno necessario, a tutti i livelli, perché possa proseguire e rilanciare le attività cui è istituzionalmente deputata. >>
Crediamo che questa richiesta debba unire gli ambienti accademici e della ricerca storica, i settori sani della cittadinanza slovena e italiana di Trieste, le opinioni pubbliche democratiche di Slovenia e Italia.
La Redazione del sito Diecifebbraio.info
Hanno sottoscritto anche:

Susanna Angeleri, Coordinamento Antifascista Antirazzista Toscano – Arezzo
Giuseppe Aragno, storico, Napoli 
Giovanni Caggiati, Comitato antifascista e per la memoria storica – Parma
Claudia Cernigoi, giornalista e ricercatrice storica – Trieste

Paolo Consolaro, saggista – Vicenza

Davide Conti, storico – Roma
Angelo D’Orsi, storico – Torino
Claudio Del Bello, edizioni Odradek – Roma
Marco Delle Rose, ricercatore storico – Lecce
Alexander Hobel, storico – Roma

Alessandra Kersevan, casa editrice Kappa Vu – Udine
Andrea Martocchia, saggista – Bologna
Paolo Modesti, docente di informatica – Vicenza
Claudio Venza, docente di storia contemporanea – Trieste
articolo pubblicato su Il Piccolo del 28 marzo 2013

L’articolo pubblicato su Il Piccolo del 28 marzo 2013

AGGIORNAMENTI MAGGIO-GIUGNO 2013

Il giorno 27/5/2013 all’addetto Alessandro Volk è stato comunicato il licenziamento dal lavoro presso la Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi. Ora, di fatto, di quella istituzione rimane solo un magazzino, visto che direttore e l’unica altra addetta rimasta sono andati in pensione con il 1/6/2013. Nella lettera di licenziamento è stato comunicato che la Sezione storia sarà data in “outsourcing”: il lavoro sarà dunque esternalizzato in modo da creare condizioni di lavoro precarie e di massima ricattabilità.

Il giorno 30/5/2013 davanti alla sede della Biblioteca, Sandi Volk ha distribuito il seguente volantino:

Spoštovani
v ponedeljek 27.5.2013 mi je Upravni odbor Narodne in študijske knjižnice sporočil takojšen odpust z dela. S tem je dokončno uničil Odsek za zgodovino, edino arhivsko ustanovo Slovencev v Italiji. Novembra 2012 je zaradi neurejenih razmer eden od treh na Odseku zaposlenih uslužbencev NŠK dal ostavko; marca 2013 je UO pod pretvezo (to lahko sedaj mirno rečemo) varnosti zaprl za uslužbence in uporabnike prostore (in gradivo) Odseka za zgodovino; s 1.6.2013 bo šla v pokoj druga uslužbenka Odseka. Z mojim odpustom je sedaj Odsek zaprt brez vsake perspektive ponovnega odprtja in brez osebja. Sedanji UO je očitno izvedel dolgo načrtovani projekt o zaprtju odseka, o katerem so krožile govorice vsaj od leta 2010. Da gre za načrt in ne za silo razmer dokazuje dejstvo, da se je moj odpust (in vse ostalo) zgodil v času, ko je italijanska država NŠK za leta 2013 do 2015 zagotovila skoraj dvakrat toliko sredstev kot v letu 2012. Ta sredstva bodo za 25% višja od tega, kar je NŠK prejemala pred krčenjem leta 2012. Poleg tega so se izdatki NŠK še dodatno znižali, ker bo s 1.6.2013 v pokoj šel tudi dosedanji ravnatelj. Izgovori o pomanjkanju sredstev torej ne držijo, drži pa, da je UO s tem povzročil ustanovi, celotni manjšinski skupnosti, skupni slovenski kulturni dediščini in kulturnemu bogastvu dežele Furlanije Julijske krajine neprecenljivo škodo. Obstajajo celo znaki, da obstaja resna nevarnost, da se del gradiva, ki ga hrani Odsek, odtuji in proda. Stališča, priporočila, pozivi in prošnje, ki ste jih tako številni v odziv na apele uslužbencev naslovili na UO in druge odločilne subjekte, niso bili upoštevani. Niso pa bili brez pomena, saj ostajajo tudi kot spodbuda, da se narejena škoda popravi in prepreči novo. Zagotavljam vam, da z mojim odpustom zadeva še zdaleč ni zaključena, saj nimam nobenega namena arhive, fotografske fonde, zbirke in ostalo pomembno gradivo prepustiti uničevalcem kulturnih dobrin. UO prihajajo in odhajajo, zgodovina, arhivi, znanost, kultura pa ostajajo. Zahvaljujem se vam za že izraženo podporo in pomoč in vas pozivam, da svoje odzive na dogajanje pošljete na naslove sledečih ustanov in medijev (in na vse druge, ki jih boste smatrali za pomembne): [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] Zahvaljujem se vam za pozornost in vas najlepše pozdravljam
Sandi Volk

Spettabili,
lunedì 27.5.2013 il Consiglio d’Amministrazione della Biblioteca nazionale slovena e degli studi mi ha licenziato senza preavviso. Ciò ha significato la definitiva distruzione della Sezione storia della biblioteca, l’unica istituzione archivistica degli sloveni in Italia. Nel novembre del 2012 la sezione aveva infatti perso uno dei tre impiegati che si era dimesso a causa della situazione venutasi a creare; nel marzo del 2013 il CdA ha chiuso e reso inaccessibili (con la scusa, ora possiamo dirlo, della sicurezza) a impiegati e utenti i locali (e i materiali) della Sezione storia; con il 1.6.2013 la seconda impiegata della Sezione andrà in pensione. Con il mio licenziamento la Sezione è ora chiusa senza alcuna prospettiva di riapertura e senza personale. L’attuale CdA ha evidentemente portato a compimento un preciso progetto di chiusura della sezione, di cui si vocifera almeno dal 2010. Che si tratti della realizzazione di un progetto e non di provvedimenti dovuti a cause di forza maggiore lo dimostra il fatto che il mio licenziamento (come tutto il resto) sia avvenuto nel momento in cui lo stato italiano ha assicurato alla Biblioteca degli stanziamenti per gli anni dal 2013 al 2015 quasi doppi a quelli del 2012 e del 25% maggiori di quelli erogati alla stessa prima dei tagli del 2012. Le spese della Biblioteca si sono poi ulteriormente ridotte per l’andata in quiescenza, a partire dal 1.6.2013, anche dell’attuale direttore. Non si tratta quindi di problemi finanziari. Mentre è invece un fatto che il CdA ha causato con le sue condotte un danno gravissimo all’ente che amministra, alla comunità slovena in Italia, al patrimonio culturale della regione e a quello sloveno in generale. Ci sono addirittura segnali che indicano l’esistenza del pericolo della vendita di parte del patrimonio custodito dalla Sezione storia. Gli interventi, le dichiarazioni, gli appelli e le richieste, che tanti di voi hanno indirizzato al CdA e ad altri soggetti in risposta agli appelli del personale della Sezione non sono stati considerati. Ma non sono stati inutili, perché rimangono anche come stimolo a porre rimedio al danno fatto e ad impedirne altri. Vi assicuro che con il mio licenziamento la questione è tutt’altro che chiusa, dato che non ho alcuna intenzione di lasciare archivi, raccolte fotografiche e tutto il resto del materiale a dei distruttori del patrimonio culturale. I CdA arrivano e passano, la storia, gli archivi, la ricerca, la cultura restano. Vi ringrazio per il sostegno e l’aiuto già espressi e vi invito ancora una volta a mandare le vostre considerazioni su quanto accaduto ai seguenti indirizzi di enti e media (e a tutti gli altri che riterrete di interesse): [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected][email protected] ; [email protected] ; [email protected] ; [email protected]
Scusandomi del disturbo vi ringrazio anticipatamente

Sandi Volk

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6 Responses to LETTERA APERTA sulla Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste

  1. admin says:

    IMMEDIATE REAZIONI SULLA STAMPA SLOVENA E ITALIANA

    La Lettera Aperta è stata pubblicata mercoledì 16 gennaio 2013 dal Primorski Dnevnik. Anche la Rai slovena ha parlato ampiamente della Lettera (anche se non l’ha citata tutta).
    Sul Dnevnik (il maggiore quotidiano sloveno, forse più letto del Delo) in un pezzo a firma del giornalista Hladnik è stata trattata la questione della Biblioteca, senza però citare la Lettera. Il Piccolo negli stessi giorni ha pubblicato un articolo sulla situazione degli enti sloveni in generale, che potrebbe essere stato motivato dalla ricezione della Lettera, anche se questa non vi è menzionata.

    Tra le prime reazioni, da segnalare quella di Livio Semolic, pubblicata sullo stesso Primorski già il 17 gennaio. Ne riportiamo la traduzione integrale:

    Primorski dnevnik, 17.1.2013 – pag. 9 – Lettere alla redazione

    “Onorato e sorpreso”

    Nel leggere la lettera alla redazione di ieri sulla Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi, sono stato molto onorato che l’attività dello SKGZ sia così ben conosciuta in tutta Italia, da Vicenza, Bologna, Parma, Torino fino a Salerno e soprattutto nella capitale romana. E’ particolarmente importante che la nostra attività sia seguita da numerosi concittadini italiani altamente istruiti che conoscono molto bene le varie iniziative dello SKGZ, anche quelle che anni fa hanno contribuito in maniera peraltro modesta allo storico incontro dei tre presidenti di Stato a Trieste, dove si sono incontrati tanto con i rappresentanti della minoranza slovena come pure con i rappresentanti dell’organizzazione degli esuli ANVGD.
    La grande attenzione di autorevoli personalità di livello nazionale a quanto pare è continuata anche nell’anno appena trascorso, quando lo SKGZ ha collaborato assieme all’Unione degli Italiani con l’ANVGD nell’organizzazione del seminario sulle prospettive di collaborazione delle due minoranze alla luce degli eventi storici passati, al quale sono stati invitati gli storici Fulvio Salimbeni, Branko Marusic, Kristjan Knez, Raoul Pupo e Marta Verginella. Del seminario ha dettagliatamente informato sul Primorski Dnevnik Aldo Rupel. Anche questa iniziativa è stata rivolta in direzione del superamento di un duro passato, senza minimamente modificare in alcun modo i fatti storici, che sono stati molto puntualmente inquadrati da alcuni autorevoli storici intervenuti. Vorrei menzionare ancora, che i nostri valori-guida dalla Lotta di liberazione nazionale (NOB) fino alla insurrezione partigiana sono parte integrante dello statuto dello SKGZ e che ciò tuttavia non impedisce il dialogo con gli altri, perché siamo fermamente convinti di questi punti di partenza. Riguardo ai problemi che sono di competenza del consiglio d’amministrazione della Biblioteca nazionale slovena e degli studi, di essi decidono come è normale i membri stessi di tale comitato, quasi sempre all’unanimità, naturalmente sulla base degli indirizzi stabiliti dall’assemblea generale. In quanto la prossima assemblea generale valutasse come negativo l’operato degli attuali membri ne saranno certamente eletti di nuovi, più preparati e più competenti, che forniranno alla Biblioteca nazionale slovena e degli studi il proprio lavoro volontario con ancora maggiore successo.

    P.s.: Sono peraltro un po’ sorpreso e naturalmente onorato, di essere anche io stesso così ben noto tra numerosi autorevoli intellettuali di tutta Italia.

    Livio Semolic

  2. admin says:

    La seguente nostra replica a Semolic è stata pubblicata sul Primorski Dvevnik del 24.1.2013:

    Da: Dieci Febbraio
    Oggetto: Chiusura della Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi
    Data: 21 gennaio 2013 22.59.54 GMT+01.00
    A: redakcija(a)primorski.eu, redazione(a)primorski.eu, trst(a)primorski.eu
    Cc: trst(a)knjiznica.it, urednistvo(a)slomedia.it, skgz-ts(a)skgz.org, redazione-slovena(a)rai.it, editors(a)primorske.si, segreteria.redazione(a)ilpiccolo.it, urednistvo(a)delo.si, suzana.rankov(a)dnevnik.si, Porocila.Radio-Koper(a)rtvslo.si, Spela.Lenardic(a)rtvslo.si, stefano.lusa(a)rtvslo.si, redazione(a)lavoceditrieste.net

    Spett.le Redazione,

    siamo anche noi molto onorati per la tempestività con cui Livio Semolic ha voluto rispondere alla nostra Lettera Aperta nonostante i suoi numerosi e importanti impegni. Prendiamo atto che Semolic non ha minimamente smentito la possibilità che a motivare la chiusura della Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi sia stata l’attività della stessa e di alcuni suoi ricercatori nel contrastare la riscrittura della storia ad uso e consumo del nazionalismo. Anzi, la sua aperta rivendicazione di ciò che chiama “dialogo” con l’ANVGD pare di fatto confermare tale nostra supposizione. In effetti, su tale “dialogo” le posizioni di principio possono essere anche molto diverse, ma bisogna chiedersi in fondo a che cosa esso serva se poi la risultante netta è che non viene posto alcun argine alla propaganda sciovinista e bugiarda diffusa in tutta Italia dall’ANVGD e affini in occasioni come il Giorno del Ricordo, mentre la voce della comunità slovena, la sua storia e le sue ragioni vengono indebolite con atti gravi come la chiusura della Sezione storia. Semolic perlomeno converrà che tale chiusura rappresenta una sconfitta, per gli sloveni come per tutti i cittadini desiderosi di verità e di una convivenza rispettosa; e invece, in cambio di niente, si contribuisce a dare una patente di “tolleranza” e democraticità a realtà revansciste come la ANVGD, che a sua volta collabora con organizzazioni e gruppi dichiaratamente fascisti invitandoli anche alle sue iniziative. In questo senso, i richiami alla NOB appaiono meramente retorici ed anche irrispettosi. E’ solo questo il motivo per il quale siamo stati costretti a prestare attenzione, non senza un certo stupore, alle attività di Semolic e della sua organizzazione. Quello che però veramente ci preme, e su cui vorremmo risposta, è la riapertura della Sezione storia della Biblioteca e la rimessa in servizio del suo personale.

    La Redazione di Diecifebbraio.info

  3. admin says:

    Da: ufficiostampa(a)storieinmovimento.org
    Data: 01 febbraio 2013 17.37.44 GMT+01.00
    A: rivistoriantago(a)inventati.org
    Oggetto: [Rivistoriantago] Comunicato contro la chiusura della Sezione storica della Biblioteca nazionale slovena di Trieste

    Comunicato contro la chiusura della Sezione storica della Biblioteca nazionale slovena di Trieste

    Storie in movimento e la rivista “Zapruder” – che raccolgono ricercatori e ricercatrici, docenti, studiose e studiosi di storia in genere – sensibili e preoccupati per le vicende del patrimonio archivistico e documentario, la cui fruizione è sempre più esigua a causa dei tagli alla cultura, all’istruzione e alla ricerca, esprimono contrarietà alla chiusura della Sezione storica della Biblioteca nazionale slovena di Trieste. La Sezione storica costituisce un’importante e preziosa opportunità per tutti gli studiosi che si occupano del confine orientale italiano. A più riprese, in occasione delle nostre ricerche, il materiale presente e l’aiuto del personale della biblioteca sono stati degli strumenti indispensabili al buon fine del lavoro. Inoltre è l’unica istituzione storica transnazionale sul confine orientale dell’Italia; per questo svolge un ruolo indispensabile per coloro che intendono fare ricerche senza il paraocchi del nazionalismo, ed è anche un baluardo contro il sempre strisciante, a volte emergente, tentativo di defalcare la memoria ai popoli slavo e italiano confinanti. La sua chiusura, oltre a sottrarre risorse al panorama culturale e alla ricerca storica, rappresenterebbe un impoverimento della conoscenza comune dei due popoli. La Sezione storica si è sempre distinta per l’opposizione al nazionalismo e per l’impegno a fornire una visione rigorosa delle vicende di cui si occupa, scevra da ogni irredentismo e sciovinismo nazionale.

    La sua scomparsa, il licenziamento dei dipendenti, il ricorso al lavoro precario, si inseriscono in quel processo di svuotamento dell’identità culturale multinazionale della città di Trieste, le cui vicende hanno segnato la storia d’Italia e, pensiamo, di tutta l’Europa. Consegnano inoltre la memoria a un uso pubblico fattone da gruppi sciovinisti rivali, che se ne servono per seminare odi e sospetti nazionalistici, al di là della contingenza.

    E’ anche da notare che, mentre si negano i finanziamenti a un’Istituzione così importante e prestigiosa, la Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato ben 370.000 euro a beneficio di associazioni che propagandano l’odio razziale e l’irredentismo nazionalista.

    Chiediamo quindi che la Sezione storica della Biblioteca nazionale slovena venga riconsegnata in tutte le sue funzionalità agli studi storico-scientifici e siano ripristinate tutte le sue attività, che gli addetti vengano riconfermati nei loro ruoli, che si stanzino i fondi necessari al suo pieno funzionamento, perché possa proseguire nel suo compito di assistenza ai ricercatori e a tutti gli studiosi.

    Storie in Movimento / Zapruder

  4. admin says:

    Comunicato del Consiglio di Amministrazione della Biblioteca slovena (TRADUZIONE)

    pubblicato sul Primorski dnevnik del 30.1.2013:

    Lettere alla redazione

    L’attività della Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi (BNSS)

    Il CdA della BNSS, seguendo naturalmente le indicazioni dell’assemblea generale, si è posto il compito di amministrare nella maniera più oculata possibile e come un buon padrone il denaro pubblico assicurato alla Biblioteca da Italia e Slovenia. Come a tutti noto abbiamo ricevuto solo parte del contributo per l’anno passato, mentre per quest’anno ancora nulla e non abbiamo alcuna assicurazione che la cosa si risolva in tempi brevi. Siamo in gravi difficoltà finanziarie e siamo una associazione senza personalità giuridica, in cui quindi come amministratori rispondiamo in prima istanza sia civilmente che penalmente.
    Non paghiamo i debiti ordinari tranne quando siamo costretti, mentre è stata da sempre nostra cura tutelare i lavoratori regolarmente assunti e in particolare l’esistenza e lo sviluppo della stessa biblioteca. Finora le paghe sono sempre state corrisposte regolarmente, ma siamo stati costretti a fare determinate scelte anche riguardo alla forza lavoro. Alcuni dipendenti li abbiamo temporaneamente messi in Cassa integrazione.
    Come rilevabile dalla decisione della nostra assemblea generale l’attività prioritaria è quella bibliotecaria e quindi si è arrivati al temporaneo congelamento delle attività di ricerca della Sezione storia, mentre continua l’attività di custodia di materiali e documentazione. Una nostra lavoratrice impiegata è a disposizione degli utenti una volta alla settimana dalle 8 alle 13, mentre il direttore sig. Milan Pahor è a disposizione di tutti ogni giorno, otto ore al giorno. Essendo il direttore peraltro impegnato anche con altri compiti in biblioteca la cosa migliore è se l’utente si preannuncia preventivamente chiamando la Sezione storia o la biblioteca. Gli orari e i numeri di telefono si trovano sulla nostra pagina web.
    Nessuno di noi consiglieri desidera il disfacimento o la chiusura o l’abolizione della Sezione storia della BNSS. Proprio il contrario! Tutti operiamo e ci impegniamo per trovare una soluzione tale che sappia rivalorizzarla e attribuirle quell’onore che le spetta perché tutti ci rendiamo conto che il valore di tale archivio è incalcolabile da tutti i punti di vista.

    Il CdA della BNSS

  5. admin says:

    Dopo il nostro nuovo intervento del 26 marzo 2013, la stampa ha dato finalmente risalto allo scandalo della chiusura della Sezione Storia. Oltre a Il Piccolo, anche Il Corriere della Sera ha dedicato un articolo al tema:


    IL CASO UNA LETTERA DI PROTESTA CONTRO I TAGLI

    Storia slovena e museo istriano
    A Trieste scoppia la polemica

    T rieste alla guerra delle biblioteche? C’è chi la chiama piuttosto guerra dei poveri, mentre per altri è tutta ideologica. Fatto sta che la sezione storica della Biblioteca slovena (nello stabile del teatro di via Petronio) è stata chiusa a tempo indeterminato, dopo il taglio drastico dei finanziamenti statali, l’anno scorso diminuiti del venti per cento. Episodio certamente doloroso ? è la prima volta che accade in cinquant’anni ? tanto che un gruppo di studiosi ha interpretato l’accaduto anche politicamente, come una «precisa volontà di distruggere la sezione Storia anche per assecondare le pretese degli ambienti del più retrivo nazionalismo italiano, in primis le organizzazioni che pretendono di rappresentare i profughi dall’Istria». La lettera-appello è firmata, tra gli altri, da storici come Susanna Angeleri, Giuseppe Aragno, Angelo D’Orsi, e non risparmia neppure il consiglio d’amministrazione della biblioteca, il cui operato nasconderebbe appunto il disegno di favorire i nazionalisti italiani, i quali in città riceverebbero per le loro iniziative «denari a palate». Pronta la replica dell’ente interessato: «Non si vuole pensare alla malafede ed alla volontà di innescare in modo artificioso polemiche ideologiche, laddove ci sono motivazioni di natura tecnica e finanziaria, ma probabilmente ci sarà qualcuno che disinformando ritiene di poter risolvere i problemi». Ma di polemica ideologica evidentemente si tratta, dal momento che, nella lettera-appello, i firmatari criticano il Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata, che presenterebbe «innumerevoli falsi storici», ed il Centro studi Panzarasa, definito «agiografico della Decima Mas». In attesa della replica, ora si parla comunque di correre ai ripari: la sede della Biblioteca slovena potrebbe essere spostata negli spazi del «Narodni dom» di via Filzi e del «Narodni dom» di San Giovanni.

    Fertilio Dario

    Pagina 57
    (30 marzo 2013) – Corriere della Sera

  6. Pingback: Licenziamento alla Sezione storia della Biblioteca slovena di Trieste | Storia Storie Pordenone | Il blog degli Storici del Friuli Occidentale

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