VENTINOVE MESI – La documentazione fotografica

 

Le fotografie che seguono sono tratte dal libro di G. Piemontese:

Ventinove mesi di occupazione nella provincia di Lubiana. Considerazioni e documenti (Lubiana 1946)

(nota: le didascalie delle foto sono quelle del testo originale)

Giuseppe Piemontese

 VENTINOVE MESI DI OCCUPAZIONE ITALIANA NELLA PROVINCIA DI LUBIANA

CONSIDERAZIONI E DOCUMENTI  

 LUBIANA  1946

1. Un villaggio viene incendiato nella zona del Dolensko (prov. di Lubiana)

2. Dopo aver compiuto la prodezza si fanno fotografare

3. Si portano via le povere masserizie di una casa da contadini bruciata

4. nello sfondo arde il villaggio, ed essi si fanno fotografare perché a casa si possa ammirarli…

5. “Ho sganciato al primo passaggio 4 bombe da 50kg che hanno colpito in pieno quelle poche case (Podpesek pr. Vrhnika 2 settembre 1942)” Tenente osservatore Calligaris

6. “Prendiamo un cerino e milioni vanno in fiamme…”(7 luglio 1942) Capitano Modica

7. Il degno contorno di due autentici boia

8. Il campo di concentramento sull’isola d’Arbe

9. Vecchi, donne e bambini dormono il sonno eterno nell’isola d’Arbe

10. Sopra Mokronog è passata l’aviazione ed ha spezzonato

11. …e un ufficiale si diletta a fotografare…

12. Prima di venir fucilati devono scavarsi la fossa. E l’ufficiale fotografa

13. Nove contadini passati per le armi: l’ufficiale della Milizia ride soddisfatto

14. Amavano la terra dov’eran nati

15. Il sergente si atteggia ad eroe, fiero della bellissima impresa

16. Scena straziante di morte e di dolore immenso, mentre i carnefici guardano stupidamente

17 – 18              ORRORI SENZA FINE

L’orribile delitto riprodotto da queste due fotografie fu compiuto il giorno di domenica 11 giugno 1944 a Krnica nel Litorale Sloveno. La sua efferatezza fu tale che dev’essere portato a conoscenza di tutto il mondo civile.

Un reparto di SS di stanza a Gradisca del Friuli, composto di elementi tedeschi e italiani, catturò due partigiani dell’apparente età di 40 anni. Un capitano tedesco diede ordine di decapitarli. Fu una vera festa per gli immondi criminali. Un soldato cavò con la baionetta gli occhi ad uno degli infelici, dicendo: “Ecco ora guarda gli inglesi… ed ora gli americani… e i russi!”, mentre gli altri sghignazzavano intorno. I due vennero quindi condotti in un boschetto ai lati della strada e decapitati su di un tronco d’albero. Un soldato suonava allegramente la fisarmonica. Ad esecuzione compiuta le due teste vennero collocate sopra un tavolo, in strada, con le scritte in sloveno: “Cordiali saluti!”. Ad uno dei decapitati fu messo in bocca il mozzicone di una sigaretta e il berretto partigiano sul capo. L’esecuzione fu tirata per le lunghe per dar agio al fotografo di eseguire parecchie assunzioni.

Nella prima fotografia si vede il carnefice (un tedesco) che si accinge a compiere l’opera sua, mentre il famulo (tale Marchetti Francesco di Palmanova) tiene fermo l’infelice. Tutt’intorno gli altri si godono il divertente spettacolo.

Di fronte a tanta bestialità l’orrore mozza la parola in bocca.

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nota sulla “reperibilità” di questo libro:

Dal libro di Davide Conti “Criminali di guerra italiani” Odradek 2011, a pagina 279 leggiamo che “…sul piano nazionale le pubblicazioni che Belgrado presentava in forma di opuscoli popolari di diffusione e propaganda venivano poste immediatamente sotto sequestro dalle autorità di Roma se distribuite entro i confini italiani. E’ il caso di Ventinove mesi di occupazione italiana nella provincia di Lubiana del cui sequestro da parte della polizia di Sesana veniva data notizia il 17 luglio 1946, cfr. Asmae, Affari Politici 1946-1950, Jugoslavia, b.39″

 

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