Verona 12/2/2013: ASSEDIO SQUADRISTA alla iniziativa FOIBE TRA MITO E REALTA’

 

SI VEDANO PIU’ SOTTO – IN CALCE ALL’ANNUNCIO – LE CRONACHE
DI UNA GIORNATA DI RESISTENZA STORICA
TRA LA CENSURA DEGLI ORGANI ACCADEMICI E L’ASSEDIO DEI MILITANTI NAZIFASCISTI

 

Verona, martedì 12 febbraio 2013

ore 16:00 aula 1.5 Polo Zanotto – Veronetta

INCONTRO CON LA STORICA ALESSANDRA KERSEVAN

 

Non è semplice affrontare la questione delle Foibe: stereotipi consolidati (1) ed interessi politici contingenti invadono il terreno della ricerca storica. Negli ultimi anni in Italia si è sollevato un acceso dibattito pubblico attorno alla costruzione di una verità ufficiale che ha dato il via ad un walzer di commemorazioni, monumenti, lapidi, intitolazioni di strade. Grazie al contributo di Alessandra Kersevan, attraverso un esercizio di rigorosa contestualizzazione storica (2), ci proponiamo di individuare e discutere quelli che appaiono elementi di mistificazione, falsificazione e propaganda (3).

Quali sono i dati più realistici relativi al numero degli infoibati? Perchè dalle diverse ricerche emergono numeri tanto discordanti? E’ possibile parlare di “pulizia etnica” nei confronti della popolazione italiana? Che ruolo hanno giocato le politiche del fascismo in quei territori? Quali sono le effettive responsabilità dei partigiani comunisti di Tito? Queste alcune delle domande su cui ci confronteremo.

Siete tutte e tutti invitati a partecipare.

Alessandra Kersevan è una storica, insegnante ed editrice italiana, specializzata in storia e cultura del Friuli-Venezia Giulia e del confine orientale tra le due guerre. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo “Un campo di concentramento fascista: Gonars 1942-1932” (Kappa Vu 2010) e “Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943″ (Nutrimenti 2008).

(1) Il sempreverde mito degli “italiani brava gente” poggiante su un sistematico lavoro di rimozione, viene qui utilizzato in chiave vittimistica, operando una decontestualizzazione dei fatti in funzione di un costante tentativo di rivalutazione del fascismo. Interessanti in questo senso le recenti dichiarazioni di Silvio Berlusconi secondo cui “Il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene”.

(2) A tal proposito suggeriamo la visione di “Fascist Legacy – L’eredità del fascismo”, documentario incentrato sui crimini di guerra commessi dagli italiani durante l’invasione dell’Etiopia e del Regno di Jugoslavia. La sezione che esamina l’occupazione della Jugoslavia cita oltre 200 campi di prigionia italiani sparsi nei Balcani, in cui morirono 250.000 internati (600.000 secondo il governo jugoslavo), e si sofferma sulle testimonianze relative al campo di concentramento di Arbe (Rab in lingua serbo-croata) e le atrocità commesse nel villaggio croato di Podhum, presso Fiume: http://youtu.be/2IlB7IP4hys

“So che a casa vostra siete dei buoni padri di famiglia, ma qui voi non sarete mai abbastanza ladri, assassini e stupratori” Benito Mussolini ai soldati della Seconda Armata in Dalmazia, 1943.

(3) Riscrivere la memoria: foibe, media e revisionismo storico:
http://www.casoesse.org/2012/02/10/riscrivere-la-memoria-foibemedia-e-revisionismo-storico/

Un esempio: i carnefici italiani trasformati in vittime dalla Rai
http://www.linkiesta.it/blogs/c-era-volta/i-carnefici-italiani-trasformati-vittime-dalla-rai

In collaborazione con Pagina/13
Foglio di scrittura studentesco
www.pagina3dici.blogspot.com

 

verona120213

CRONACHE DI UNA NUOVA GIORNATA DI RESISTENZA STORICA

Articolo apparso su Il Gazzettino del 14/2/2013

Articolo apparso su Il Gazzettino del 14/2/2013

I primi resoconti da Verona:

Collettivi e Casapound, tensione all’Ateneo (L’Arena)

http://www.tgverona.it/index.cfm/hurl/contenuto=347352/attualita/seminario_foibe_tensione_all_universita.html

http://ilreferendum.it/2013/02/12/alluniversita-di-verona-lancio-di-lacrimogeni-in-occasione-di-un-incontro-sulle-foibe/

http://beforetheyfall.blogspot.it/2013/02/incontro-sulle-foibe-squadrismo.html

http://beforetheyfall.blogspot.it/2013/02/casapound-ci-prova-invertire-la-realta.html

Vergogna all’Università di Verona.
Una lezione di Storia tra l’ostruzionismo dell’ateneo e l’irruzione di Casa Pound. Che fine ha fatto la cultura?

Si veda anche alla pagina Facebook del Collettivo di Verona

Sulla vicenda dell’aggressione squadrista all’Università di Verona – 12 febbraio 2013

In questi anni ho fatto centinaia di conferenze sulle vicende del confine orientale; qualche volta mi è capitato sia che le istituzioni che mi avevano invitato cedessero a ricatti e pressioni di esponenti della destra e della Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) e ritirassero all’ultimo momento la loro adesione, sia che gruppi di fascisti intervenissero cercando di impedire la conferenza.

Ma mai era ancora successa la concomitanza così evidente fra le urgenze repressive dell’istituzione, e l’azione diretta degli squadristi di Casa Pound e degli altri gruppi neonazifascisti. Questa è secondo me la particolarità di questa vicenda dell’Università di Verona, che fa venire in mente altri momenti storici, come quello dell’avvento del fascismo.

Non voglio fare facili paralleli, so bene che le condizioni sociali, economiche, politiche attuali sono particolari, ma ritengo che certi meccanismi di adeguamento del ceto intellettuale alle imposizioni del potere siano simili e si stiano ripetendo nella storia d’Italia. L’accanimento con cui il rettore e l’apparato universitario hanno imposto che questa conferenza non si dovesse fare, dimostra che coloro che hanno in mano il cosiddetto Giorno del ricordo hanno una grande paura della verità che viene dalla ricerca storiografica.

Essi stanno cercando, attraverso la ritualità di questa giornata, diventata un atto di fede collettivo supportato dal servilismo di buona parte dei mass media, di imporre il ribaltamento nell’opinione pubblica dei criteri interpretativi della Resistenza italiana e jugoslava, la confusione dei ruoli di partigiani e fascisti, di vincitori e vinti, di carnefici e vittime. È sicuramente una grande operazione massmediatica, che ha potuto avere un certo successo anche perché sostenuta da una parte del ceto dirigente post-comunista desideroso di prendere le distanze dal suo passato, per adeguarsi alle nuove esigenze del pensiero unico liberista mondiale.

 

A tutto questo si deve reagire con quella che io chiamo una guerriglia culturale, una moltiplicazione delle occasioni di conoscenza e di riflessione e per questo ritengo molto importante il fatto che il collettivo studentesco organizzatore abbia voluto che la conferenza avvenisse, nonostante la negazione degli spazi, nonostante il taglio della luce, nonostante le minacce degli squadristi, e dimostrando molto coraggio a sfidare l’istituzione universitaria artefice di una simile operazione anticulturale.

Da parte mia e del gruppo di Resistenza storica, posso dire che continueremo a portare in giro per l’Italia le nostre conferenze e i risultati delle nostre ricerche. Sono anche più che disponibile a tornare a Verona, a concludere con voi la conferenza lasciata a metà a causa dell’imposizione del rettore e della violenza fascista.

Un grazie per il vostro impegno antifascista.

 

Alessandra Kersevan

 

Udine, 13 febbraio 2013

Mozione approvata il 13 febbraio 2013 dal Dipartimento “Tempo Spazio Immagine e Società” sui fatti del 12 febbraio:

“Il Consiglio di Dipartimento del Dipartimento “Tempo Spazio Immagine e Società” (TeSIS), riunito il 13 febbraio 2013 ha approvato a maggioranza (con 34 voti favorevoli 2 contrari e 4 astenuti) la seguente mozione:

In merito a quanto accaduto nella giornata del 12 febbraio c.m., il CdD del Dipartimento TeSIS ribadisce la propria convinzione che l’Università debba essere una sede di confronto e di dibattito aperto, senza preclusioni e senza censure. Di conseguenza condanna con forza l’aggressione di matrice squadrista messa in atto da elementi esterni all’Università contro un seminario promosso da alcuni collettivi studenteschi. Per quanto provocatorie le idee debbono essere sempre oggetto di confronto, anche acceso, ma non motivo di aggressione e sopraffazione.

Per quanto riguarda i locali di “Spazio Zero”, di pertinenza del Dipartimento TeSIS, si ritiene che quanto è accaduto non possa essere usato come pretesto per negare agli studenti responsabili delle attività culturali in oggetto la disponibilità di un luogo – aperto a tutti – di riunione e di confronto.”

This entry was posted in attualità e iniziative, foibe, imperialismo italiano, video and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

6 Responses to Verona 12/2/2013: ASSEDIO SQUADRISTA alla iniziativa FOIBE TRA MITO E REALTA’

  1. admin says:

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

    Da: brisop(a)inventati.org
    Data: 14 febbraio 2013 22.58.05 GMT+01.00
    Oggetto: solidarietà ad alessandra kersevan! contro ogni revisionismo!

    Nei gravissimi fatti di aggressione fisica e di terrorismo politico che i fascisti hanno ormai preso a realizzare con incontrastata continuità, si annovera l’ennesima provocazione neonazista applicata ai danni dell’ANPI e della storica Aleksandra Kersevan per una iniziativa da loro sviluppata a Giavera del Montello (Treviso) per dimostrare la falsità del revisionismo storico che vorrebbe utilizzare le cosiddette “foibe” come merce antipopolare e antiresistenziale. Naturalmente questa offensiva della destra eversiva non è casuale e ancora una volta occorre leggerla attraverso una analisi di classe nel contesto della specificità della soluzione che una parte del capitalismo italiano vorrebbe dare alla crisi sistemica che lo attanaglia. Con estrema convinzione inviamo la nostra totale solidarietà all’ANPI e ad Aleksandra Kersevan.
    Sebbene possa ormai sembrare ridicolo appellarsi alla Costituzione italiana, resta un fatto come essa preveda esplicitamente la proibizione del risorgere di organizzazioni fasciste, sotto qualunque forma, in relazione alla tragedia storica -questa sì reale a differenza di quella delle cosiddette “foibe”- che il fascismo ha gettato sulle spalle delle masse popolari italiane. Questo mandato va realizzato. Sebbene la Carta Costituzionale non preveda direttamente il diritto di resistenza, il suo “spirito” ha comunque polarizzato il derivato Ordinamento giuridico che nel suo articolo 51 esclude la punibilità dei fatti compiuti nello “esercizio o adempimento di un dovere” legati al mandato Costituzionale stesso. L’improrogabile lavoro politico territoriale di memoria e di denuncia storica del ruolo passato e soprattutto attuale del fascismo può, insieme all’unione Antifascista, essere in grado di assolvere a questa elementare necessità delle classi lavoratrici.

    dalla Toscana: Brigate di Solidarietà e per la Pace – Circolo 25 aprile

  2. Pingback: A Verona aggressione fascista all’università

  3. admin says:

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

    Da: rete antifascista bresciana reteantifascista.bs(a)gmail.com
    Data: 18 febbraio 2013 09.46.31 GMT+01.00
    Oggetto: comunicato di solidarietà A. Kersevan

    La rete antifascista di Brescia e provincia esprime la massima solidarietà alla storica ed editrice Alessandra Kersevan e sdegno di fronte ai fatti avvenuti il 12 febbraio a Verona.
    A Verona si è disvelata, ancora una volta, la complicità tra un’istituzione, in questo caso l’Università degli studi, e un’organizzazione neofascista, unite nell’intento di impedire, ad ogni costo, che si svolgesse un’iniziativa di “resistenza storica” a fronte del dilagante e pericoloso revisionismo storico.
    Un’iniziativa che aveva il solo scopo di contestualizzare le vicende del confine orientale a partire dall’irredentismo e soprattutto dall’occupazione fascista, attraverso l’analisi attenta di documenti storici recuperati in archivi istituzionali.
    Una vergognosa aggressione fisica e verbale ma ancor più vergognoso è stato l’atteggiamento dell’Università – che dovrebbe essere il luogo del confronto intellettuale e della diffusione scientifica e metodologicamente inappuntabile di ricerche -, che in ogni modo ha impedito lo svolgimento dell’iniziativa, rendendosi complice, a nostro avviso, degli squadristi, legittimando così i picchiatori e i violenti.

    Il giorno del ricordo rappresenta una data in cui la celebrazione acritica e fideistica è al di sopra di ogni dibattito, critica, analisi, approccio scientifico. Lo dicono le parole stesse delle associazioni promotrici “si eviti di dare voce a coloro i quali, in qualsiasi modo, leniscono lo spirito commemorativo espresso dalla legge dello Stato, poiché ciò equivarrebbe a porre sullo stesso piano, offensivamente, vittime ed aguzzini di una tragedia storica” (lettera del presidente nazionale ANVGD) che svelano il carattere nostalgico, revanscista e profondamente razzista della giornata del ricordo.
    Vergognoso, ribadiamo, che per annullare ogni voce fuori dal coro si servano dei peggiori rigurgiti della storia italiana, i picchiatori e squadristi fascisti che nonostante gli anni non hanno innovato in alcun modo i metodi intimidatori e persecutori.

    Ribadiamo quindi la nostra totale vicinanza e solidarietà ad Alessandra Kersevan e invitiamo tutte le realtà e associazioni antifasciste a non abbandonare questa battaglia di verità storica sulle vicende del confine orientale.

    Brescia, 16 febbraio 2013

  4. admin says:

    Lettera dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi nazisti
    pubblicata da Studiare Con Lentezza il giorno Sabato 16 febbraio 2013 alle ore 12.17

    Signor Rettore,
    quanto successo martedì 12 febbraio al Polo Zanotto dell’Università angoscia e tormenta i deportati sopravvissuti ai campi nazisti, che hanno vissuto sulla propria pelle e su quella dei milioni di morti, fame, stenti, violenze solo perché portatori e portatrici di un ‘pensiero’ diverso da quello (che la storia si è incaricata di dimostrare disumano e perverso) allora dominante.
    L’uso politico del ‘Giorno del ricordo’ non nasce certo con l’organizzazione di una conferenza da parte di gruppi studenteschi, ma dalla confusione ingenerata da chi ha voluto usare una denominazione e una vicinanza temporale per creare una sorta di par condicio rispetto al 27 gennaio ‘Giorno della Memoria’ che commemora la deportazione di antifascisti, ebrei, rom e sinti, omosessuali, partigiani, militari, renitenti alla leva da parte dei nazifascisti, e lo sterminio di 11 milioni di persone, quasi fosse possibile una ‘comparazione’ tra i progetti di sterminio del nazionalsocialismo e altre dolorose vicende, in un’inaccettabile e oscena “guerra delle memorie”.
    Certo, non tutte le interpretazioni storiche possono essere condivisibili, ogni ricerca storica può essere dibattuta, ma non con la forza, come avvenuto facendo chiudere aule, togliendo la corrente dell’intero piano per vietare la proiezione di fotografie dell’epoca, consentendo un’irruzione da squadrismo fascista (le conosciamo bene, le abbiamo patite). Questa vicenda dell’Università di Verona ci fa tornare in mente altri momenti storici, che, nostro malgrado, abbiamo vissuto e contro cui abbiamo combattuto. Tutto questo non Le fa onore, ma, soprattutto, getta un’ennesima luce sinistra sulla cultura politica della città di Verona.

    Attendiamo le Sue scuse insieme a quelle del mondo accademico veronese, Signor Rettore, certo nei riguardi della relatrice, delle studentesse e degli studenti che hanno avuto una ben trista testimonianza da parte dell’istituzione culturale che Lei dirige, ma anche a noi, che abbiamo consumato la vita per non vedere più l’uso della forza per impedire il libero dispiegarsi delle idee.

    Gino Spiazzi
    Presidente delle sezione veronese dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi nazisti

  5. admin says:

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

    Gentile Signor Rettore,
    ero parlamentare quando è stata approvata la Legge 30 marzo 2004, n. 92 “Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati” (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004) e sono rimasta basita nel leggere alcuni degli argomenti della lettera con cui Lei, cedendo alle pressioni di una ben precisa parte politica, proponeva al professor Romagnani di annullare una conferenza storica, che trova proprio nell’Università la sua collocazione più naturale: “l’impressione estremamente forte è che non si giustifichi la coincidenza di questa conferenza con il tempo della commemorazione” e ancora “C’è un tempo per la pietà e un tempo per la scienza”.
    Contrariamente a quanto Lei sembra credere, la legge esplicitamente chiede di ‘… rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende…»
    Ritengo, quindi, molto gravi le Sue argomentazioni, che contrastano con il dettato legislativo, per impedire un’iniziativa non solo del tutto legittima, ma auspicata dalla legge stessa, e la legittimazione aprioristica delle pressioni politiche ricevute.
    Grazie ad una registrazione trovata in internet ho potuto ascoltare a posteriori la conferenza organizzata dai collettivi studenteschi “Pagina 13” e “Studiare con Lentezza” della ricercatrice storica Alessandra Kersevan, che non sembra contenere alcuna apologia di crimini, ma –proprio rispondendo al dettato legislativo- mette in evidenza le vicende del confine orientale precedenti l’8 settembre 1943, per permettere agli studenti di conoscere i motivi di tanta ferocia sugli italiani e che cosa fosse successo prima … se non fosse bruscamente stata interrotta con un’irruzione violenta di gruppi che esplicitamente si rifanno al fascismo e dall’arrivo della polizia.
    A differenza di quanto fatto dalla stampa locale, che fin dai giorni precedenti -riprendendo da un comunicato ufficiale di CasaPound Verona- ha definito ‘negazionista’ e revisionista’ la storica, credo sarebbe stato opportuno da parte dell’importante Istituzione che Lei dirige, prima di giudicare e reprimere, almeno ascoltare.
    Auspico che l’Università di Verona possa nel futuro farsi promotrice, come richiede la legge 30/3/2004, di iniziative per diffondere la conoscenza dei fatti storici che hanno coinvolto le vittime delle foibe, l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati e la più complessa vicenda del confine orientale anziché vietare quelle organizzate e, attraverso il confronto delle idee, diventare un baluardo di cultura democratica anziché spettatrice impreparata di squadrismo fascista.
    Con i migliori saluti

    Tiziana Valpiana

  6. admin says:

    Al seguente articolo del Primorski Dvevnik, pubblicato venerdì 15.2.2013:

    VERONA – Tensioni all’Università
    Estremisti hanno interrotto conferenza sulle foibe

    Verona – Pare strano, ma avvenimenti vecchi di settant’anni provocano ancora oggi sangue amaro…. e questo addirittura nelle università, dove la ricerca e la conoscenza della verità dovrebbero essere l’unica linea guida.
    Alla facoltà di filosofia dell’Università di Verona martedì hanno ospitato la storica Alessandra Kersevan di Udine. La storica e curatrice della casa editrice KappaVu ha tenuto una conferenza sul tema Foibe: tra mito e realtà. L’incontro è stato annunciato già un mese fa, ma lunedì il rettore lo ha proibito: secondo alcune fonti perché non era in grado di assicurare la sicurezza, secondo altri perché l’invito ha provocato le proteste del sindaco Tosi e dei circoli di destra cittadini, che imputano ad Alessandra Kersevan di non essere abbastanza scientifica e di negare le foibe….
    La storica di udine e gli studenti che l’hanno invitata a Verona hanno voluto tenere comunque la conferenza. Molti però erano del parere contrario: nella salette che viene autogestita da alcuni collettivi di studenti l’amministrazione dell’università ha staccato la corrente elettrica. La conferenza si è perciò tenuta al semibuio, finchè non è stata interrotta dall’arrivo di un gruppo di estremisti di destra, che si riconoscono nell’organizzazione Blocco studentesco di Casa Pound. Gli ascoltatori spaventati si sono rifugiati nel cortile e quando gli esponenti di destra li hanno raggiunti anche li tra grida di “Tito boia” si sono chiusi in un’aula e hanno atteso l’arrivo della polizia….

    (traduzione a cura della Redazione di Diecifebbraio.info)
    abbiamo così replicato:

    Da: Dieci Febbraio
    Oggetto: Articolo del 15 febbraio 2013 sui fatti di Verona
    Data: 23 febbraio 2013 15.00.44 GMT+01.00
    A: redakcija(a)primorski.eu, redazione(a)primorski.eu

    Spettabile redazione del Primorski Dnevnik

    vi scriviamo per esprimervi il nostro sconcerto per come avete dato notizia, nell’articolo da voi pubblicato il 15 febbraio, dell’aggressione fascista in occasione della conferenza tenuta il 12 febbraio all’Università di Verona da Alessandra Kersevan.
    Colpisce il tono – leggero e quasi scherzoso, da farsa – con cui descrivete (in maniera peraltro distorta) quanto avvenuto. Invece di stupirvi divertiti per il fatto che episodi avvenuti oltre 70 anni fa possano ancora provocare “sangue amaro” dovreste forse chiedervi chi e a quale scopo utilizza quegli avvenimenti, visto che le celebrazioni di avvenimenti storici hanno un senso sempre ed esclusivamente per l’oggi. Una aggressione squadrista la definite “sangue amaro”, “tensioni” o “arrivo di un gruppo di estremisti di destra”. Una aggressione che pare in fondo quasi giustificata dalla testardaggine con cui gli studenti hanno voluto a tutti i costi tenere la conferenza in presenza del fatto che “molti erano del parere contrario”.
    Quello che pare sfuggirvi è che si è trattato del più grave di una serie di episodi simili che si ripetono da anni in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo. Un episodio che ha visto rappresentanti istituzionali ed il Rettore arrogarsi il diritto di decidere chi può e chi non può parlare di certi temi in occasione del Giorno del Ricordo. In cui, dopo che sono andati falliti i loro tentativi di impedire in tutti i modi che l’iniziativa avesse luogo, si è dato via libera agli squadristi – la polizia, presente in forze, è rimasta a guardare mentre i fascisti facevano irruzione nei corridoi dell’Università, intervenendo solo quando questi avevano raggiunto lo scopo di interrompere la conferenza. Quanto avvenuto a Verona evidenzia nella maniera più lampante quanto sosteniamo da anni: il Giorno del Ricordo è l’occasione per la completa riabilitazione e legittimazione dei fascisti e del fascismo (passati ed attuali) da parte delle istituzioni dello Stato italiano.
    Forse sarebbe anche utile vi informaste ed informaste l’opinione pubblica slovena di cosa viene raccontato in occasione del Giorno del Ricordo nella gran parte delle celebrazioni che si tengono in tutta Italia. Potreste allora stupirvi nell’accorgervi che agli italiani vengono propinate, perlopiù ai giovani, tesi di stampo razzista antislavo che datano ad un epoca ben più remota.
    A noi tutto questo pare gravissimo, a voi evidentemente fa sorridere.

    Cordiali saluti
    La redazione di Diecifebbraio.info

Lascia un commento