DOCUMENTI

In questa pagina:
PUBBLICAZIONI SUI CRIMINI ITALIANI IN JUGOSLAVIA
GIUSEPPE COBOL E I PRIMI UTILIZZI DEL TERMINE “FOIBA”
PROPAGANDA NAZIFASCISTA
30 GENNAIO 1944: IL PRIMO “GIORNO DEL RICORDO”
LE COSIDDETTE “FOIBE” NELLA STAMPA
DOCUMENTAZIONE DIPLOMATICA PER IL TRATTATO DI PACE
IL RAPPORTO DELL’ISPETTORE DE GIORGI SULLE “FOIBE”

 


PUBBLICAZIONI SUI CRIMINI ITALIANI IN JUGOSLAVIA

 

Yugoslav Information Office     ITALIAN CRIMES IN YUGOSLAVIA    London, 1945    (15,8 MB)

The State Commission for the Investigation of War Crimes (Federative People’s Republic of Yugoslavia)

REPORT ON ITALIAN CRIMES AGAINST YUGOSLAVIA AND ITS PEOPLES     Belgrade, 1946

– Giuseppe Piemontese  VENTINOVE MESI DI OCCUPAZIONE ITALIANA NELLA PROVINCIA DI LUBIANA  Lubiana, 1946            La documentazione fotografica.


GIUSEPPE COBOL E I PRIMI UTILIZZI DEL TERMINE “FOIBA”

-Giulio Italico (Giuseppe Cobol) TRIESTE – LA FEDELE DI ROMA S.Lattes & C.Editori Torino, 1919 (1,3 MB)

-Giuseppe Cobol IL FASCISMO E GLI ALLOGENI Tratto da Gerarchia Anno VII N.9 Milano, 1927 (1,8 MB)

Giuseppe Cobol (futuro Ministro dei Lavori Pubblici nel Governo Mussolini nella seconda metà degli anni 30 come Giuseppe Cobolli Gigli) pubblicò da irredentista nel 1919 il libro “Trieste la fedele di Roma” dal quale riportiamo la parte relativa a Pisino. Qui a partire dal torrente “Foiba” che dà il nome “alla stretta vallata rocciosa con le pareti a picco, che al termine del corso superficiale del torrente si allarga a forma di imbuto”, si afferma che “La musa istriana ha chiamato la “Foiba” degno posto di sepoltura per chi, nella provincia, minaccia con audaci pretese la caratteristica nazionale dell’Istria.”, citando poi la filastrocca: “La “Foiba” xe a Pisin / che i buta zò in quel fondo / chi ga zerto morbin.”

Nel 1927, da fascista, sulla rivista Gerarchia (direttore Benito Mussolini) nell’articolo “Il fascismo e gli allogeni” afferma che l’eventuale mancata assimilazione di parte delle popolazioni slave nella Venezia Giulia divenuta italiana sia “un problema di polizia”  da risolvere eliminando “dalla vita pubblica nei singoli centri gli agitatori slavi…” e che bisogna “…impedire agli avvocati slavi che sono pericolosi, la libera attività…”, “… togliere i maestri slavi dalle scuole, i preti slavi dalle parrocchie.”


PROPAGANDA NAZIFASCISTA

-Alessandro Pizio Biroli …PERCHE’ I COMBATTENTI DEL MONTENEGRO SAPPIANO! Cettigne, Montenegro, Gennaio 1942         (3,6 MB)

Opuscolo diffuso ai combattenti dal Governatore del Montenegro Alessandro Pirzio Biroli per il quale fu accusato dalla Commissione  Jugoslava che indagava sui crimini di guerra di incitamento dei soldati allo sterminio del popolo montenegrino. (Parte della relazione n.3 della Commissione Jugoslava)

-Comando Germanico in Istria  ECCO IL CONTO! (1943)                  (4,4 MB)

Ecco il conto! fu diffuso nei primi mesi dell’occupazione nazifascista  dal Comando Germanico in Istria. In questo opuscolo i toni anticomunisti si accompagnano alle immagini propagandistiche delle riesumazioni e alle foto raccapriccianti dei cadaveri.

DALLA FOSSA DI KATYN ALLE “FOIBE” ISTRIANE edizioni erre (1944)               (3,8 MB)

Opuscolo contenente tra l’altro la nota n.31 del 30 gennaio 1944 della Corrispondenza Repubblicana dal titolo “Le foibe istriane”, radiotrasmessa la sera del 29 gennaio. Alcuni studiosi (cit. R.Spazzali “Foibe” Ed.Lega Nazionale, p.152) intravedono direttamente Mussolini come redattore unico di queste note ed in ogni caso “Le foibe istriane” apparve sulle prime pagine dei quotidiani della Repubblica sociale italiana quel 30 gennaio 1944 quando si commemorarono per la prima volta  i “martiri delle foibe”.


REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA, DOMENICA 30 GENNAIO 1944: IL PRIMO “GIORNO DEL RICORDO”

-Corriere della Sera, 20 Gennaio 1944   SOLENNE COMMEMORAZIONE DELLE VITTIME DEL COMUNISMO PARTIGIANO             (3,4 MB)

“Per disposizione del Duce il 30 gennaio le Federazioni fasciste repubblicane promuoveranno la celebrazione dei nostri Caduti In Istria e Dalmazia nella lotta contro il comunismo partigiano. Messe solenni di suffragio e rievocazioni celebrative, affidate a comitati, consacreranno il perenne ricordo dei Martiri al vindice spirito di riscossa delle nostre schiere e di tutto il popolo.”

-La Stampa, 20 Gennaio 1944      LA CELEBRAZIONE IN TUTTA L’ITALIA DEI MARTIRI DELL’ISTRIA E DELLA DALMAZIA     (0,2 MB)

-La Stampa, 28 Gennaio 1944     SOLENNE RIEVOCAZIONE /  UNA MESSA IN SAN FILIPPO

-Corriere della Sera, 30 Gennaio 1944    LE FOIBE ISTRIANE     (3,2 MB)

-La Stampa, 30 Gennaio 1944     LE FOIBE ISTRIANE   (0,2 MB)

La Repubblica Fascista, 30 Gennaio 1944   LE FOIBE ISTRIANE  –  AMORE E DOLORE PER L’ISTRIA MARTORIATA   (2,7 MB)

-Corriere della Sera, 31 Gennaio 1944   ISTRIANI E DALMATI ESALTATI IN TUTTE LE CITTA’   (5 MB)

“Con solenni cerimonie religiose e civili è stato commemorato in tutte le città il martirio dell’inerme popolazione dell’Istria e della Dalmazia, colpevole soltanto di essersi proclamata italiana dopo l’armistzio dell’8 settembre…”. Cronaca della celebrazione milanese.

-La Stampa, 31 Gennaio 1944    FERVIDE ADUNATE A CASA LITTORIA    (0,2 MB)

Cronaca della celebrazione torinese.

Partito Comunista Italiano  LA GIUSTA FINE DEGLI ASSASSINI FASCISTI

Volantino diffuso dal PCI nell’Italia occupata in occasione delle celebrazioni fasciste del 30 gennaio 1944.

Anton Vratuša  IL 30 GENNAIO    (0,5 MB)

Stralcio del rapporto al CC del PCS n°6 dell’8 febbraio 1944 riguardante la celebrazione e le “controcelebrazioni” del 30 gennaio 1944.


LE COSIDDETTE “FOIBE” NELLA STAMPA

-Il Piccolo, 4 Novembre 1943        23 SALME DI ITALIANI IN UNA CAVA DI BAUXITE   (2,5 MB)

-Il Piccolo, 27 Novembre 1943          43 SALME SU 84 SONO STATE FINORA IDENTIFICATE   (1,5 MB)

-La Nuova Stampa, 28 Ottobre 1945       ORRORI IN ISTRIA   (1,9 MB)

Quadrante, 17 Novembre 1945         LA TRAGEDIA DEGLI ITALIANI IN JUGOSLAVIA   (2,4 MB)

-Crimen N.4, 25 Gennaio -1 Febbraio 1949       464 CADAVERI ESTRATTI DALLE FOIBE     (2,9 MB)

Dei recuperi dell’Ispettore De Giorgi e della “relazione Crimen” se ne parla in Giustizia per Angelo Cecchelin,


DOCUMENTAZIONE  DIPLOMATICA PER IL TRATTATO DI PACE

Comitato Provinciale di Liberazione per il Litorale Sloveno e Trieste   MEMORIALE   (1946)    (12 MB)

Memoriale presentato alla Commissione interalleata per la delimitazione del territorio nella Regione Giulia.

 

-Ministero degli Affari Esteri NOTE RELATIVE ALL’OCCUPAZIONE ITALIANA IN JUGOSLAVIA (1946)      (27,5 MB)

Il dossier “Note relative all’occupazione italiana in Jugoslavia” dell’agosto 1946, insieme all’altro che riguardava il periodo post armistizio “Trattamento degli italiani da parte jugoslava dopo l8 settembre 1943”, faceva parte della documentazione che il governo italiano preparò per la Conferenza di pace di Parigi in vista del Trattato di Pace. Una prima versione di questo dossier, datata ottobre 1945, si può trovare in “Italiani senza onore”  di Costantino Di Sante (Ombre Corte, 2005).

 

-Gouvernement Italien CONSIDERATIONS SUR LE MEMORANDUM ET SUR D’AUTRES DECLARATIONS DES REPRESENTANTS YOUGOSLAVES A LA PREMIERE SESSION DU CONSEIL DES MINISTRES DES AFFAIRES ETRANGERES A LONDRES EN SEPTEMBRE 1945 Rome, 30 Mars 1946       (5,3 MB)

 

-Conseil Des Ministres Des Affaires Etrangères  COMMISSION D’EXPERTS POUR L’ETUDE DE LA QUESTION DE LA FRONTIERE ITALO-YOUGOSLAVE / RAPPORT  Paris, 29 Avril  1946          (9 MB)


 IL RAPPORTO DELL’ISPETTORE DE GIORGI SULLE “FOIBE”

Questo “rapporto”, che consta di 60 pagine (la pagina n. 1 è bianca), contiene 26 relazioni che descrivono 33 ricognizioni in 27 cavità distinte (alcune cavità sono state esplorate più di una volta), svoltesi tra ottobre 1945 gennaio 1948. In totale risultano recuperate 246 salme; altri 62 corpi sono stati stimati in base al numero dei femori rinvenuti; una “cinquantina” infine furono localizzati nella 149 VG, ma non recuperati.

Dei corpi identificati, più di 200 sono di militari (italiani, germanici, alleati) o di formazioni simili (PS, Guardia civica, Vigili urbani). Una quarantina i civili; le vittime di singole azioni commesse dopo la fine della guerra sono una trentina, per la maggior parte di questi atti furono celebrati dei processi, ma è da dire che spesso quanto risulta dalle istruttorie non corrisponde a quanto scritto in queste relazioni (ad esempio i processi per la foiba di Gropada e per l’abisso Plutone).

Ma in conclusione quello che salta agli occhi dalla lettura è che questo rapporto non dimostra alcuna esecuzione di massa da parte dei partigiani jugoslavi nei confronti di “italiani uccisi sol perché italiani”, ma sostanzialmente invece che le “foibe” servirono o per occultare singole vittime di regolamenti di conti o per la sepoltura di militari caduti in combattimento. E non è detto che fossero tutti vittime dei “titini”, anzi.

 

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