SULLA PATACCA DELLA NON-FOIBA DI ROSAZZO

Sul tema della “foiba mobile” o per meglio dire “non-foiba” di Rosazzo (o di Manzano? o di Oleis? …) rimandiamo alla documentazione seguente (in ordine cronologico inverso):

Gorizia, venerdì venerdì 10 febbraio 2017
alle ore 12.00 presso il Bar da Nino (via XXIV maggio 10/A)
Conferenza-stampa:
“GIORNO DEL RICORDO A GORIZIA: RICERCA STORICA E STRUMENTALIZZAZIONI”
Perché la Prefettura svolge la propria commemorazione ufficiale nell’ambito della manifestazione della Lega Nazionale, nonostante la credibilità delle loro ricerche sia stata smentita dalla Procura della Repubblica?
Interverranno le ricercatrici storiche Alessandra Kersevan e Claudia Cernigoi.
La conferenza-stampa è aperta a tutti. Organizza il gruppo di Resistenza storica.

COME VOLEVASI DIMOSTRARE: La foiba non c’è: chiesta l’archiviazione 
Dalle indagini non è emerso alcun riscontro al documento del 1945 che segnalava la presenza di una fossa comune a Rosazzo (di Luana de Francisco, su Il Messaggero Veneto del 19 dicembre 2016)
Nella zona di Rosazzo, e del Bosco Romagno in particolare, non esiste alcuna foiba contenente le salme di un numero imprecisato di persone – indicato tra un minimo di 200 e un massimo di 800 -, trucidate sul finire della seconda guerra mondiale per mano o, comunque, su ordine dei partigiani Sasso e Vanni.
È questa la conclusione cui è giunta la Procura di Udine, dopo dieci mesi di indagini…

È ufficiale: la «foiba volante del Friuli» non esiste. E, a proposito di #foibe, una lettera aperta a Internazionale
di Nicoletta Bourbaki, 23.12.2016
… la foiba volante, nonostante la generosa copertura mediatica offerta dal Messaggero Veneto – diretto (allora) da Tommaso Cerno – a colpi di presunti scoop susseguitisi un giorno sì e l’altro pure, aveva già da tempo interrotto l’appassionante tour che l’aveva portata a visitare una decina di località friulane…

San Giorgio Di Nogaro (UD) 19/5/2016: LA FOIBA CHE NON C’E’
Conferenza / Assemblea Pubblica con Alessandra Kersevan, Claudia Cernigoi, Marco Barone

L’Anpi: “La foiba è una montatura, quei morti sono già noti”
di Davide Vicedomini, 9 maggio 2016
L’Associazione dei partigiani contro le carte di Premariacco: i 42 riesumati sono già pubblici nei nostri libri. Tra i nomi spunta anche quello del partigiano “Nibbio”, decorato della medaglia d’oro

 

FOSSA COMUNE, ESPOSTO DELL’ANPI CONTRO URIZIO
di Davide Vicedomini, 16.4.2016

Il ricercatore accusato di aver diffuso notizie false. Attacchi al Messaggero Veneto, ma la Procura continua a indagare

SPECIALE AGGIORNAMENTI SULLA FOIBA PERDUTA DI ROCCA BERNARDA
di Claudia Cernigoi, 29.3.2016

SAVINO (FI): ”COMMISSIONE D’INCHIESTA SULLA FOIBA DI ROSAZZO” (25.3.2016)

LA VERITÀ DOCUMENTALE SULLA FOIBA “MOBILE” DI ROSAZZO
Conferenza stampa del gruppo di RESISTENZA STORICA, Udine 23.3.2016

INTRIGO NAZIONALE A ROCCA BERNARDA (ovvero le “foibe mobili” della Lega nazionale di Gorizia)
di Claudia Cernigoi, 12 marzo 2016

La notina della non foiba di Rosazzo: E’ del SIM? e funzionale alla propaganda per non consegnare i criminali italiani? 
di Marco Barone, 9.3.2016

Il mistero della fossa comune e i dubbi dell’istituto di storia del movimento di Liberazione
di Guido Surza, 9.3.2016

Viaggio nelle nuove #foibe, seconda puntata. La foiba volante del Friuli orientale
di Nicoletta Bourbaki / Giap, 6.3.2016
Il senatore Alessandro Maran ci intima di cancellare il suo nome da Giap. Ecco perché gli rispondiamo NO. (Wu Ming, 10.3.2016)
… Le frasi della «versione odierna del post» che Maran “incrimina” sono queste:
1. «Orbene, l’anno scorso il Presidente Urizio ottiene un finanziamento dal Comune di Gorizia e il supporto operativo del senatore del PD Alessandro Maran per effettuare una ricerca a Roma con Ivan Buttignon e Lorenzo Salimbeni.»
2. «Rimane infine da chiedersi se i finanziamenti stanziati dal comune di Gorizia – e il supporto del senatore PD Maran – potessero essere spesi meglio che per produrre fiumi d’inchiostro e di livore alimentando un clima di isteria che si protrae da settimane.» …

L’incredibile petizione ai ministeri e Parlamento Europeo sulla non foiba di Rosazzo
di Marco Barone, 5.3.16

LA FOIBA DI CORNO DI ROSAZZO, O DI MANZANO, O DI OLEIS, O DI…
di Claudia Cernigoi, 27.2.2016

La vicenda della non”foiba”di Rosazzo parte da Gorizia città della storia
di Marco Barone, 27.2.2016

FOIBE: PROCURA UDINE APRE INDAGINE SU FOSSA COMUNE IN FRIULI (ANSA 18.2.2016)
(ANSA) – UDINE, 18 FEB – La Procura di Udine ha aperto un’indagine sulla possibile presenza di una fossa comune nella zona di Corno di Rosazzo (Udine) dove nel 1945, secondo alcuni documenti emersi nelle scorse settimane, potrebbero essere stati sepolti tra i 200 e gli 800 cadaveri. “Per ora non c’è certezza né che ci sia stato un reato né chi sia l’autore”, spiega il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo che ha avviato un’investigazione preliminare insieme con il Procuratore aggiunto Raffaele Tito “sulla base di alcune notizie di stampa”. L’obiettivo della Procura è identificare il sito. Solo all’esito si valuteranno quali altri passi compiere, considerati i numerosi anni trascorsi dai fatti. ”Abbiamo recuperato un’informativa ministeriale, stiamo cercando di acquisire documentazione. C’è qualche accenno fumoso a una precedente indagine di una ventina d’anni fa che verificheremo”.


IL TUTTO ERA INIZIATO con l’annuncio clamoroso del Messaggero Veneto, 16.2.2016:

TITOLO: «A giorni le indicazioni per trovare la foiba»
OCCHIELLO: Il presidente della Lega Nazionale di Gorizia conferma le anticipazioni. Nel documento rimasto segreto si indicano anche i responsabili della strage

di Giulia Zanello – «Stiamo facendo riferimento a un documento di massima ufficialità e attendibilità, secretato da settant’anni nell’archivio del ministero degli Affari esteri. E sì, si può parlare di foiba, perché il terreno individuato è roccioso. Entro la fine di questa settimana o nei primi giorni della successiva sarà svelato il punto preciso». Il presidente della Lega Nazionale di Gorizia, Luca Urizio, replica con queste parole al presidente dell’Anpi provinciale, Dino Spanghero, intervenuto domenica, durante la cerimonia di commemorazione dei 23 partigiani fucilati l’11 febbraio davanti al cimitero di San Vito, sul caso scoppiato sulla presunta esistenza di una foiba nella zona di Rosazzo. Un incartamento che “pesa”, dunque, secondo Urizio, che arriva dalla Farnesina e indica che nella zona rocciosa, situata nel cuore dei Colli Orientali a cavallo tra le province di Udine e Gorizia, sarebbero state gettate, nel 1945, tra le duecento e le ottocento persone. Ma il giallo potrebbe essere presto risolto. «Finora sono stato molto vago perché le autorità mi hanno chiesto di mantenere il massimo riserbo – precisa Urizio -. Le indagini (che vedono collaborare i carabinieri della Compagnia di Palmanova, ndr) sono in corso e spero al più presto di poter fornire informazioni più dettagliate in merito al punto esatto. È questione di giorni». (…)

DUE GIORNI DOPO IL TITOLO ONLINE VIENE CAMBIATO E L’ARTICOLO MODIFICATO:
«La Lega Nazionale: “A giorni le indicazioni per trovare la foiba di Manzano”» [SIC – hanno cambiato zona…]

ALTRO PEZZO DEL 16.2.2016 – TITOLO: Il figlio di “Annibale”: non ne abbiamo mai sentito parlare
OCCHIELLO: Vanni Donato: le informative non hanno fondamento di verità. «Dubito che mio padre si sia portato nella tomba un segreto così»

di Davide Vicedomini – «Mio padre non mi ha mai parlato di una fossa comune a Rosazzo. E anche mia madre, che tuttora ha 97 anni, è rimasta colpita da questa notizia. Stento a credere che papà si sia portato nella tomba un segreto del genere». Vanni Donato è il figlio di Dante, nome di battaglia “Annibale”. Dante viene citato nell’incartamento della Farnesina come persona informata dei fatti della “presunta foiba” nel cuore del Collio dove sarebbero sepolte tra le «200 e le 800 persone». (…) «Essendo comandante degli Osovani e sindaco in pectore, visto che di lì a qualche mese avrebbe guidato il paese, probabilmente qualcuno lo riteneva una persona informata dei fatti. Ma, ve lo posso assicurare, che di un simile massacro non ho mai sentito parlare in casa. Me lo sarei ricordato, eccome, a meno che qualcuno non abbia ritenuto il caso di tenere lontani da queste notizie me e mio fratello, essendo piccoli». Vanni comunque un’idea se l’è fatta di tutta la vicenda. «Ho lavorato nell’esercito – conclude – e quel documento è un’informativa. E le informative sono un classico “si dice per sentire dire”. Non hanno alcun fondamento di verità».

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